Ce lo insegna la storia: le immigrazioni incontrollate hanno causato catastrofi

mercoledì 17 gennaio 17:12 - di Giancarlo Cremonini

Non passa giorno senza che papa Bergoglio non spezzi una lancia a favore dei clandestini affermando che le migrazioni non vanno ostacolate ma anzi favorite e che è diritto dei clandestini entrare liberamente nei Paesi e restarvi senza che i governi frappongano ostacoli di sorta o cerchino di regolare e controllare il fenomeno. Forse perché figlio di emigranti italiani in Argentina, evidentemente il Papa ha una visione sublime, romantica e altamente positiva degli spostamenti massicci di popolazione da una nazione ad un’altra o, addirittura, da un continente a un altro. Peccato che tale visione agiografica e buonista del fenomeno migratorio sia profondamente falsa ed antistorica e priva di fondamento. Senza prendere in considerazione le migrazioni barbariche, che causarono la fine dell’impero e della civiltà romana e l’inizio del basso Medio Evo e senza considerare le orde mongole che, migrando in occidente, causarono la morte di decine di milioni di persone e sofferenze indicibili e inenarrabili, basterà citare il fenomeno più recente della migrazione europea nelle Americhe. Pochi sanno che, a causa del massiccio arrivo degli Spagnoli, dei Portoghesi e degli Inglesi nel Sud, nel Centro e nel Nord America il novanta per cento dei nativi americani morì a causa di malattie o di uccisioni da parte dei coloni.

Civiltà splendide ed altamente avanzate come quelle Maya, Inca e Azteche vennero letteralmente spazzate vie e cancellate dalla storia. I pochi indigeni scampati alle malattie, alle spade e agli archibugi dei colonizzatori vennero ridotti in schiavitù e mandati a morire nelle miniere di argento delle Ande dove venivano tenuti in condizioni disumane con una aspettativa di vita di pochi mesi. Il Sud America venne depredato di tutte le sue ricchezze naturali ed umane a favore degli immigrati europei e anche l’ambiente naturale venne devastato per far posto a colture economicamente utili come la canna da zucchero e il caffè o all’allevamento intensivo di bestiame. Qualcuno ha definito la colonizzazione delle Americhe come la fine del paradiso, ed è vero. L’arrivo degli Europei fu a tutti gli effetti l’inizio di un genocidio sia per gli uomini che per la natura. In alcuni Paesi, come la Bolivia e il Perù, i nativi vennero tollerati purché, volenti o nolenti, si convertissero alla nuova fede degli invasori.

In altri Paesi, come l’Argentina, vennero quasi totalmente sterminati senza alcuna pietà tanto è vero che oggi, in quel Paese, i nativi quasi non esistono più. Stessa cosa avvenne nel negli Stati Uniti dove i pellerossa furono oggetto di una vera e propria pulizia etnica compiuta sia con i fucili dei coloni e delle giacche blu, che con gli alcolici di infima qualità che avvelenarono e distrussero quegli orgogliosi popoli guerrieri, la loro magnifica e millenaria cultura e le loro tradizioni e modi di vivere. Ma lo sterminio perpetrato dai migranti bianchi non si limitò agli esseri umani ma si estese anche agli animali e alle piante. Gli europei, infatti, a differenza dei popoli indigeni che effettuavano una prelievo venatorio ecocompatibile, diedero il via ad un vero e proprio massacro di bisonti, alci, cervi, castori, lontre, lupi ed orsi per vendere le loro pelli che servivano alla produzione di scarpe e cappelli. Centinaia di milioni di animali vennero uccisi in poco tempo senza pietà portando diverse specie alla estinzione o sulla soglia dell’estinzione. Intere foreste vennero tagliate senza scrupolo, i fiumi inquinati per cercare oro e metalli preziosi e le grandi pianure del Texas trivellate per cercare il petrolio. Le Colline Nere, territorio sacro ai nativi americani, vennero invase dai cercatori d’oro e devastate dalle prospezioni aurifere. Un continente immacolato venne rovinato e semi distrutto in soli due secoli dagli emigranti in cerca di ricchezza a tutti i costi. In conclusione, quindi, possiamo ben dire senza timore di essere smentiti, che la storia degli ultimi duemila anni ci dimostra, oltre ogni dubbio, che i fenomeni migratori massicci ed incontrollati, ben lungi dall’essere fenomeni positivi ed apportatori di vantaggi, sono in realtà delle autentiche sciagure per tutti che apportano guerre, violenze, morti, instabilità e disordine. Chi nega questa evidenza o non conosce la storia o la vuole distorcere a fini ideologici o di parte negando una verità che è sotto gli occhi di tutti.

Commenti

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  • Silvia 26 gennaio 2018

    Concordo sul male delle invasioni e migrazioni incontrollate, ma sulla “splendida civilta'” di Incas e soprattutto Atzechi avrei molti dubbi.

  • itala piccininno 23 gennaio 2018

    a parte il commento di Sergio che è corretto per quelle civiltà ma non vale per tutte le altre, sarebbe comunque il caso che il -papa- si occupasse dei problemi di casa sua…vedi preti pedofili e che la smettesse di ?illudersi? che il massiccio ingresso di immigrati musulmani….aumenti il numero dei fedeli cristiani,,,,

  • ANTERO 19 gennaio 2018

    G i à …

  • rinaudo marco 18 gennaio 2018

    Credo, Che il Papa invece di incitare i migranti ha venire nel nostro gia’ povero passe, dovrebbe invitare coloro Che hanno depredato quelle nazioni ha restituire i loro béni. Non capisco come un papa gesuita, con i massacri storici del suo ordine, sia cosi’ caritatevole e buonista. Porti gli immigrati in vaticano e’ non metta piu’ la sua voce belle problematiche politiche del nostro passe.

  • giorgio 18 gennaio 2018

    L’impero romano finì proprio così

  • Mauro Garlaschelli 18 gennaio 2018

    …totalmente d’accordo…

  • Adalgisa 18 gennaio 2018

    Sacrosanta verità,ma la storia x qualcuno non ha insegnato nulla?questo è l’egoismo dei poteri forti a discapito dei deboli,siamo messi molto male a discapito di chi veramente fa qualcosa di buono x la propria nazione.

  • ernesto Borromeo 18 gennaio 2018

    E non dimentichiamo le invasioni di casa nostra come quella del 1799 ad opera dei francesi che invasero la Calabria e la Basilicata sterminando le famiglie inermi nelle loro abitazioni, e quella dei piemontesi che con la lotta al brigantaggio (molti di questi sventurati erano solo innocenti contadini) uccisero oltre 50.000 persone.

  • Carlo De Paoli 18 gennaio 2018

    I “produttori” di denaro -le banche- sono i “promotori” di questa nuova “campagna” di invasione che, come indica l’ “articolo”, è la riproposizione di orrendi fatti già verificatisi molti secoli fa e, come molti secoli prima e sempre a seguito di altre invasioni, determinarono anche la caduta dell’Impero romano.
    Insomma è sempre stato il “Capitale”, maneggiato da qualcuno, a determinare queste mutazioni violente nella storia dell’umanità a danno dell’umanità medesima.
    Cui prodest?
    Potrebbe essere che la regia di tutti questi cambiamenti sia sempre in mano alle medesime persone o gruppi di interessi che allo scopo di fruire di un benessere immediato sacrificano le società che a fatica si costituiscono nel corso di secoli, se non millenni?
    Culture che vengono azzerate per poi ricominciare una faticosissima ascesa della durata di centinaia ovvero migliaia di anni per ritornare ad esprimere una nuova “civiltà” che verrà a sua volta, come le precedenti, un’altra volta distrutta.

  • Andrea Celati 18 gennaio 2018

    E ogni giorno mi chiedo quale fine si proponga il Vaticano. Una sorta di Apocalisse disegnata per confermare il culto del martirio, contro il senso della Vita. ?.

  • 18 gennaio 2018

    Complimenti per la accurata ricerca, la storia insegna di conseguenza, se si vogliono evitare disastri, curarsi per tempo.

  • PIERO 18 gennaio 2018

    Il Papa dovrebbe smetterla di rompere i c………….
    Tanto mica se li mette in Vaticano lui!
    Poi grazie ai media ce lo troviamo tutte le sere di tutti i giorni in tv come una star del cinema; BASTA!!!!

  • sergio 18 gennaio 2018

    l’articolista si dimentica o ignora i sacrifici umani compiuti dagli Incas, dai Maya e dagli Atzechi

    • Silvia 26 gennaio 2018

      Soprattutto gli Atzechi erano sanguinari (e massacrarono anche i Maya)