Catalogna, si insedia il parlamento. Ma Puigdemont è sempre latitante

Eletto il 21 dicembre scorso, il nuovo parlamento della Catalogna s’insedia oggi, in una situazione densa di incognite. Primo partito è la formazione liberale unionista Ciudadanos, ma i tre partiti separatisti hanno la maggioranza con 70 deputati. Tuttavia non è chiaro come questa maggioranza potrà essere esercitata dato che tre deputati sono in carcere e altri cinque, fra cui l’ex capo del governo Carles Puigdemont, sono fuggiti a Bruxelles per evitare l’arresto. Durante una cena a Bruxelles, i due principali partiti secessionisti, JXCat ed Erc, hanno concordato di eleggere nuovamente Puigdemont presidente della Generalitat. Ma l’autoesilio belga rende tutto molto complicato. L’ipotesi di un discorso d’investitura via Skype, avanzata dall’alleanza JXCat di Puigdemont, è legalmente traballante. Il governo di Madrid ha già fatto sapere che ricorrerebbe subito al Tribunale costituzionale, sottolineando che il commissariamento della Catalogna in virtù dell’articolo 155 cesserà solo quando verrà insediato un nuovo governo legalmente valido. Anche l’ufficio giuridico del Parlamento di Barcellona ha dato parere negativo. L’ex capo del governo catalano Carles Puigdemont ha giurato di rispettare la costituzione spagnola e lo statuto catalano, ma solo in quanto “imperativo legale” per poter esercitare la sua funzione di deputato. Nell’atto, esercitato a Bruxelles dove si trova in auto esilio per sfuggire all’arresto, Puigdemont ha aggiunto la promessa di “rispettare fedelmente la volontà del popolo”, riferisce il quotidiano La Vanguardia.