Catalogna, Puidgemont e compagni non rinunciano al seggio di deputato

I due leader indipendentisti catalani Carles Puigdemont (JxCat) e Oriol Junqueras (Erc) hanno presentato le loro credenziali da deputato al parlamento di Barcellona. Lo hanno confermato ai media spagnoli fonti dei loro partiti, che hanno effettuato le registrazioni insieme a quelle degli altri deputati. Ciò significa che al momento i due leader non intendono rinunciare ai loro seggi, malgrado l’ex presidente della Generalitat si sia rifugiato in Belgio per sfuggire all’arresto e il suo ex vice si trovi in carcere in Spagna. Il passo apre una serie di interrogativi su cosa potrà accadere in parlamento, dove i secessionisti godono in teoria di una maggioranza di 70 seggi. Cinque deputati registrati sono però impossibilitati a votare perché in carcere o all’estero: Puigdemont, Junqueras, Toni Comin, Joaquim Forn e Jordi Sanchez. Altri due eletti fuggiti in Belgio – Clara Ponsatì e Luis Puig – non si sono registrati, ma potrebbero farlo nei prossimi giorni. In queste condizioni, il campo secessionista potrebbe disporre di non più di 65 deputati in grado di presenziare alle sedute, due meno della soglia della maggioranza. Il parlamento si insedierà il 17 gennaio ed entro il 31 ci dovrà essere un primo voto per l’investitura del capo del governo. Non è chiaro se Puigdemont presenterà la sua candidatura dal Belgio. Si discute molto in Catalogna, scrive la Vanguardia, se sia legalmente possibile per Puigdemont farsi eleggere a distanza, con un suo discorso ai deputati in videoconferenza. Intanto uno dei leader emergenti dell’Erc, Carles Mundò, ha rinunciato al seggio di deputato. Attualmente in libertà provvisoria, ha fatto sapere di voler tornare alla professione di avvocato.