Caos a Cinquestelle: decine di candidati sono spariti dalle liste

Desaparecidos. Sono spariti dalle liste senza nemmeno essere avvisati. Non bastava la protesta degli “epurati”, pronti a dare battaglia nelle aule dei tribunali, adesso sulle parlamentarie grilline si allunga l’ombra di un altro scandalo: la sparizione di decine di candidati dagli elenchi. La lista dei candidati di Camera e Senato, resa nota domenica scorsa al termine del Villaggio Rousseau di Pescara e reperibile sul blog delle stelle in formato Pdf, è cambiata. E  non è escluso che altre modifiche avvengano nelle prossime ore. In tutto sono quattorci i nomi che ad oggi risultano spariti dal pdf con le candidature Cinquestelle.

Caos in casa grillina: spariscono i candidati dalle liste

Alcuni candidati sono letteralmente scomparsi dalle liste, altri hanno “semplicemente” cambiato collocazione. Non figura più nell’elenco, ad esempio, Gedorem Andreatta, candidato per la Camera in Veneto. Una corsa, la sua, finita nelle polemiche perché gestore di un hotel nel vicentino dove vengono ospitati i profughi. In Calabria non è più in lista al Senato Maria Pompilio, sostituita da Silvana Abate. Alla Pompilio, stando ai rumors locali, sarebbe stata contestata la candidatura di facciata: il marito, attivissimo a Palmi (in provincia di Reggio Calabria), in passato è stato candidato nell’Udc di Pier Ferdinando Casini. In Lombardia 1, collegio 03 Camera, salta il nome di Raffaella Loforte, seconda in lista al termine delle parlamentarie. «So che ci sono stati problemi con la residenza», spiega Manlio Di Stefano, deputato uscente. Dietro di lui ora, al posto di Loforte, figura Valentina Centonze, attivista della prima ora, spostata dal collegio 02 a quello dove è in corsa Di Stefano.

Scambi di collegi e ricorsi

Alla Camera c’è addirittura uno scambio di collegi: i candidati che ricadevano nell’area Cuneo-Alessandria hanno preso il posto di quelli del collegio di Torino. «Nessun mistero – spiega all’Adnkronos Fabiana Dadone, capolista nel collegio Piemonte 2-01 – si tratta di una rettifica: nella prima stesura c’è stato un errore, ora è stato corretto». Ma la lista delle “sviste” è lunghissima: il senatore uscente Maurizio Santangelo, ex capogruppo a Palazzo Madama, non risulta più capolista in Sicilia 1, al suo posto Antonella Campagna. Santangelo paga lo scotto dell’alternanza di genere previsto dal Rosatellum. Dallo staff intanto spiegano con imbarazzo: «Le liste definitive sono quelle che verranno presentate ufficialmente, fino ad allora sono provvisorie e soggette a cambiamenti. Stiamo ricevendo segnalazioni e richieste di persone che si ritirano». Dai vertici grillini ricordano che, nel nuovo regolamento reso noto il 30 dicembre scorso, al capo politico, Luigi di Maio,  viene riconosciuto parere vincolante, parere che può essere espresso fino al momento del deposito delle liste elettorali.