Cannabis, ipocrisia a 5 Stelle. Di Maio: «Siamo per la liberalizzazione soft»

«Noi siamo per la liberalizzazione soft delle droghe leggere». Lo dice, ineffabile, Luigi Di Maio, leader M5S e candidato premier del MoVimento. Che vuol dire liberalizzazione soft? O sei per il principio che non esiste un diritto a drogarsi e che quindi l’uso della Cannabis e di altri stupefacenti “leggeri” è sempre illecito, oppure sei a favore  di tale principio e allora tutto è lecito, come sostiene certa sinistra radical capitanata da Benedetto Della Vedova. Ma Di Maio non se la sente, evidentemente, di assumere una posizione netta e allora si rifugia nel cerchiobottismo.  Né il discorso risulta più chiaro quando il candidato premier grillino aggiunge: «Liberalizzazione soft nel senso di stabilire con precisione dosi possibili». Ma chi stabilisce se una dose è «possibile» o meno? Sai che caos ne deriverebbe nelle aule di giustizia. La verità  è che il M5S tenta di strizzare l’occhio a una parte dell’elettorato di sinistra senza però il coraggio di andare fino in fondo, per timore di scontentare qualche elettore di destra che fosse tentato di votare per il partito di Grillo e Di Maio.  Si manifesta, anche qui, la confusione mentale dei grillini e il carattere improvvisato della loro cultura politica, ammesso e non concesso che si possa chiamare “cultura politica” la loro piattaforma propagandistica.