Boschi fa sbellicare il web: «Bolzano? Ci vado in vacanza, io parlo un po’ di tedesco…»

Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. La decisione del Pd di “paracadutare” Maria Elena Boschi nel collegio di Bolzano, per garantirle l’elezione certa grazie al potenziale di voti della Svp, può trovare mille legittime motivazioni, a fronte delle ironie scatenatesi sulla rete e sui giornale, ma quelle che fornisce la diretta interessata lasciano davvero interdette. Nel suo primo giro elettorale, con autografi firmati e selfie scattati e postati sui social (come quello in alto), la Boschi sostiene di essere stata candidata proprio lì quasi a sua insaputa: «Io avre scelto Arezzo, è il partito ad aver deciso e io ho accettato». Il che già farebbe sorridere, ma non basta: il massimo si raggiunge quando la sottosegretaria spiega che lei ha un rapporto “molto forte col territorio”, un rapporto “che era già molto forte, perché trascorro qui le vacanze”. E le sue gaffe sulla necessità di limitare l’autonomia della regione pronunciate alla Leopolda nel 2012? «Le ho già smentite a suo tempo e lo rifaccio adesso: mai messa in discussione. Il tedesco? Parlo solo qualche parola, ma lo imparerò…».

Ma che aveva detto esattamente la Boschi nel 2012, per poi smentire solo oggi? «Non è il momento propizio, ma sarei favorevole alla soppressione delle autonomie speciali». Idem per Matteo Renzi, che diceva le stesse cose nel suo libro “Stil Novo;” sempre nel 2012: “Ci vuole una cura radicale per risolvere il problema… Via le province, trasformate in enti di secondo livello e via le regioni a statuto speciale».