Bezos sottopaga i dipendenti ma regala 30 milioni ai figli dei clandestini

La multinazionale americana delle vendite online Amazon è salita agli onori della cronaca sulla stampa, sulle televisioni e sui social media negli ultimi mesi per via dei modi rudi e spietati con cui viene trattato suo personale, costretto a turni di lavoro massacranti e alienanti, con i tempi contingentati anche per andare alla toilette, e anche per via delle paghe bassissime e dei metodi sempre più ingegnosi escogitati per non pagare le tasse nel nostro Paese e anche in altri Paesi. Il comportamento veramente discutibile ed anti sindacale dell’azienda ha portato a scioperi ed a forti tensioni nei suoi centri di smistamento situati nel nord Italia. Il proprietario di Amazon, Jeffrey Preston Bezos, l’uomo più ricco del mondo con un patrimonio personale valutato in cento miliardi di dollari, pari a circa 90 miliardi di euro, ha annunciato ieri di aver donato oltre trenta milioni di dollari per i Dreamers, cioè per i figli degli immigrati illegali nati negli Stati Uniti d’America. Quest’uomo, che tratta i suoi collaboratori e dipendenti in modo così duro e spietato, quest’uomo che non ha mai ritenuto opportuno di girare almeno una parte dei suoi favolosi introiti a favore del suo personale, quest’uomo che, a detta di tutti, ha creato un ambiente di lavoro alla Amazon degno di un istituto di correzione penale ora destina una somma enorme ai Dreamers con una mossa veramente politically correct che certamente farà esultare e lanciare urla di gioia a tutti i liberal americani che se ne fregano altamente dei disoccupati dell’Ohio o dell’impoverimento della middle class ma a cui sanguina il cuore per la sorte degli immigrati clandestini dal Messico o da Haiti. E questa, purtroppo, è la vera essenza della sinistra dei nostri giorni. Anche qui in Italia abbiamo avuto tre governi che hanno speso almeno dieci miliardi di euro per dare alloggio, vitto, smartphone e internet gratis ai clandestini che sbarcavano in Italia con la preziosa collaborazione delle Ong e delle Istituzioni, ma che piangevano miseria e casse vuote quando si trattava di dare case ai terremotati di Amatrice o fondi per il rinnovo dei contratti delle Forze Armate e di Polizia oltreché dei Vigili del Fuoco che, nonostante le loro indubbie benemerenze, continuano a ricevere un trattamento economico indegno e vergognoso. Questa è la sinistra che se ne infischia degli Italiani e pensa solo agli africani. Una sinistra che dà le case popolari, costruite con i nostri soldi, alle famiglie numerose arabe e lascia i suoi cittadini per strada al freddo. Una sinistra pariolina, antinazionale che sta suscitando un giusto risentimento ovunque. E quando la gente giustamente si arrabbia e protesta viene accusata di razzismo e populismo e colpevolizzata dai media di regime solo per aver osato sollevare la testa e denunciare le ingiustizie. Besoz dà milioni di dollari ai Dreamers, Soros e De Benedetti finanziano le Ong scafiste. Una sinistra internazionale nemica dei popoli, delle loro tradizioni e delle loro aspirazioni che vuole un mondo globalizzato senza popoli e senza identità composto da consumatori sudditi schiavi della multinazionali industriali e finanziarie. Un mondo in cui non ci sarà più differenza tra un Italiano o un Cinese o tra un Norvegese e un Keniota. Ma, nonostante la loro forza e la loro prepotenza non vinceranno perché i popoli alla fine riprenderanno in mano il loro destino, come hanno già fatto negli Stati Uniti, bocciando la cricca liberal Obama-Clinton, e come stanno facendo in molti Paese europei come L’Ungheria la Polonia e l’Austria. I banchieri, i finanzieri, gli speculatori finanziari e i Bezos passano, i popoli che sono il sale della terra, per fortuna, restano…