Bersani si schiera con la Boldrini: «È impossibile allearsi con Grillo»

Sì al dialogo ma niente alleanze di governo. «Parlare con i 5 stelle è un dovere, fare una alleanza di governo è tutto un altro film». Pier Luigi Bersani a Circo Massimo su Radio Capital cerca di rimettere la barra al centro di Liberi e Uguali, diviso sulle prospettive politiche del dopo voto. Dopo lo scontro frontale tra Laura Boldrini e Pietro Grasso con la prima che aveva ha stroncato sul nascere qualsiasi accordo con i pentastellati, ricambiata dal no di Di Maio, e l’ex presidente del Senato che l’aveva ammonita con un secco “Comprendo, però poi decide qualcun altro”, Bersani frena schierandosi sulla linea dell’ex presidente della Camera.

Bersani frena e dice ciao a Grillo

«È  chiaro che se Di Maio viene a dirmi, vado fuori dall’Euro, sull’antifascismo balbetto, sugli immigrati sto un po’ con la destra, sul fisco viva la mamma io gli dico ciao», ha detto Bersani bruciato nel 2013 dal no di Grillo al governo con il Pd, che si consumò nella famosa diretta streaming che impedì a Bersani di tentare l’avventura di Palazzo Chigi. Bersani, insomma, sottolinea la posizione ondivaga dei grillini sui temi caldi dell’attualità a partire dall’Europa.

Renzi inganna gli italiani

Archiviata la pratica Grillo, l’ex segretario dem attacca frontalmente Renzi sul terreno minato del lavoro accusando l’ex premier di ingannare gli italiani. «Non si può chiamare posto di lavoro un’occupazione statistica che consente di dire che è occupato uno che lavora un’ora in una settimana o una settimana in sei mesi», ha detto  spiegando che il milione di posti di lavoro in più «è un inganno che fa male al sistema». «Lo sconsiglio di dire alla gente che c’è un milione di posti di lavoro in più – ha aggiunto –  perché le famiglie sanno bene come è la situazione dei giovani. È un inganno che genera rabbia». Se andasse al governo, però, non eliminerebbe gli 80 euro. «Non vado a tirar via quello che c’è stato ma io lo chiudo quel libro lì. Invece di bonus e sgravi dobbiamo fare investimenti: il lavoro lo fai solo con gli investimenti e un lavoro decoroso lo fai solo abbattendo la precarietà se vuoi ridurre le diseguaglianze».

L’inciucio Berlusconi Renzi

Quanto al possibile inciucio tra Berlusconi e Renzi, come sostiene Massimo D’Alema, Bersani dice di “seguire le tracce”: «Non ho dubbi su questo. Dopo l’uscita di Berlusconi dal Parlamento ci sono stati accordi sull’Italicum, chiacchiere e annusamenti sotterranei così come avvenuto anche su questa legge elettorale. Ma è chiaro che per via dei numeri e delle situazioni c’è anche scarsa fattibilità». Il “giaguaro” Berlusconi si è rimesso qualche macchiolina e «nel suo istinto sa che è meglio parlare con Renzi piuttosto che con la Lega e Salvini», sostiene Bersani che però giudica la strada delle larghe intese poco praticabile