«Berlusconi salverà l’Italia»: anche il “nemico” Bill Emmott ora tifa per Silvio

I poteri forti sono davvero in crisi. Se, dopo Eugenio Scalfari, persino un personaggio come Bill Emmott si mette a sdoganare Silvio Berlusconi, vuol proprio dire che qualcosa di importante sta acccadendo nelle alte sfere europee e mondiali. «Berlusconi potrebbe finire per essere il salvatore politico dell’Italia? Non escludetelo»: questa la frase chiave nell’analisi  di Emmott  per  Project Syndicate. Per chi non lo sapesse, Emmott firmò nel 2001 la famosa copertina dell’Economist, allora da lui diretto, su «Berlusconi unfit to lead Italy» («Berluconi inadeguato a guidare l’Italia»), che all’alba del secondo governo a guida centrodestra nella storia del nostro Paese, rappresentò una sorta di dichiarazione di guerra dei poteri forti globali, a trazione ancora liberal, blairiana e “progessista”, contro la svolta politica italiana al varco del nuovo millennio.

«Berlusconi – ribadisce poi Emmott al Corriere della  Sera –  ha più possibilità di formare una coalizione perché non ha irritato tanta gente quanto il leader dem. Può costruire una alleanza sia a destra con Lega e Fratelli d’Italia, sia al centro. È più abile per il sistema italiano. Renzi non ha amici né alleati».

Quello di Emmott è chiaramente un endorsement interessato e potenzialmente divisivo per il centrodestra. L’ex direttore dell’Economist punta infatti su Berlusconi per contenere Salvini: «L’Europa deve sperare che Forza Italia emerga più forte della Lega: il peggiore risultato sarebbe una vittoria del centrodestra con Salvini davanti». Ma siamo lontani anni luce dal tempo delle demonizzazioni. L’establishment europeo prende realisticamente atto che in Italia il centrosinistra ha miseramente fallito. E che la nostra grande carta politica rimane l’inossidabile Silvio.