Berlusconi: «Noi contro il pessimismo e contro gli utili idioti del grillismo»

Dagli «utili idioti del grillismo» alla riduzione delle tasse, al rilancio del lavoro: «Ecco il mio programma contro la società del pessimismo». Parla Silvio Berlusconi dalle colonne del Foglio, nel corso di una lunga intervista curata dal direttore Claudio Cerasa.  «L’Italia oggi cresce, certo, come tutto il mondo, ma cresce la metà del resto dell’Unione europea. È un risultato del quale andare fieri?».  Silvio Berlusconi rilancia la battaglia per le politiche del 4 marzo con un’attenzione particolare al tema economico. Così, dopo la sigla del patto con Matteo Salvini e Giorgia Meloni, è tempo di pensare in concreto alla possibile squadra di governo, con un occhio particolare al ministro dell’Economia. «Il nostro ministro dell’economia dovrà essere ovviamente un tecnico autorevole – spiega Berlusconi – ma anche una persona che conosca l’economia reale, abbia ben chiaro che esiste una sofferenza diffusa nel sistema economico, e che tenere i conti in ordine è un obbiettivo che si realizza meglio se il Paese ricomincia a crescere davvero».

Berlusconi e l’attacco ai grillini

Buona parte dell’intervista è dedicata al pericolo dei Cinque Stelle: «Sono il più grave pericolo per il futuro dell’Italia dal dopoguerra. La loro finta democrazia diretta maschera, come tutti sanno, il potere effettivo di pochissime persone – avverte – è lo stesso centralismo democratico dei vecchi partiti comunisti, governato in questo caso da un politburo molto ristretto, costituito da un vecchio comico, un oscuro professionista della comunicazione, e forse la figurina Di Maio». La critica di Berlusconi è inflessibile: «L’idea che l’Italia possa cadere nelle loro mani è assolutamente pericolosa, ed è un pericolo reale, immediato. Se davvero alcune figure della cultura, dell’economia, dell’impresa non se ne rendessero conto, e pensassero di usare i grillini per trarne qualche vantaggio, rischierebbero di fare la parte di quelli che Lenin chiamava “utili idioti”, da usare e poi da eliminare».

La triplice oppressione sugli italiani

Oggi, secondo il leader di Forza Italia, il Paese sta già oggi vivendo «una triplice oppressione, quella fiscale, quella burocratica e quella giudiziaria. I Cinque Stelle vorrebbero aggravarla ancora  – è convinto Berlusconi – d’altronde il loro linguaggio è dal principio quello dell’invidia, quello dell’odio, della giustizia sommaria, dell’utilizzo dell’arma giudiziaria contro gli avversari politici. I nomi dei magistrati con i quali hanno rapporti più stretti, e che vorrebbero nel loro futuro governo, sono eloquenti e fanno venire i brividi”. Alle prossime elezioni politiche dunque, la vera sfida sarà tra la rivoluzione liberale di Forza Italia (“una rivoluzione possibile, concreta, costruttiva”) e il “ribellismo” del Movimento 5 Stelle.

Berlusconi ed Eugenio Scalfari

«Per quanto riguarda il lavoro, «uno dei nostri primi provvedimenti sarà quello di sgravare di ogni tassa e di ogni contributo per i primi sei anni le imprese che assumeranno a tempo indeterminato giovani disoccupati. Si può fare, assicura Berlusconi. Poi si parla d’Europa. «Metterò le stelle dell’Europa nella bandiera del mio partito, ma solo quando l’Europa cambierà». Alla domanda: “Cosa ha pensato quando Eugenio Scalfari ha detto che tra Di Maio e Berlusconi voterebbe Berlusconi?”, il Cav ha risposto: «Il fondatore di Repubblica con gli anni si deve essere portato avanti con le letture, passando dalla Repubblica di Platone alla Politica di Aristotele, e quindi avrà meno indulgenze per le ideologie post comuniste». Vero punto di forza del suo governo sarà quello «che si riassume in tre punti: meno tasse sulla famiglia, meno tasse sulle imprese, meno tasse sulla casa».