Berlusconi, Meloni e Salvini firmano il programma: noi d’accordo, puntiamo a vincere

Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini trovano l’accordo e firmano il programma della coalizione. I tre leader, alla fine del vertice a Palazzo Grazioli, si fanno ritrarre sorridenti e con la penna e il documento in mano. «Con Salvini e Meloni abbiamo trovato un accordo su tutto il programma, è andato tutto liscio, ci sono state naturalmente delle discussioni su qualche punto ma sono mesi che ci lavoriamo», ha scritto su Twitter il leader di Forza Italia. I punti sono dieci e tra questi spicca “l’azzeramento della legge Fornero”, un argomento che divideva Berlusconi e il leader della Lega Nord. Berlusconi punta alto: «Il 45% è il traguardo minimo che ci siamo dati, perché spero di superarlo e avere larga maggioranza, alla Camera e al Senato, per poter governare e realizzare questo programma che abbiamo preparato».  Si dice certo «di non trovarmi nella situazione che ho avuto in altri governi quando ci fu molta slealtà dei miei alleati». E aggiunge: «È fondamentale introdurre in Costituzione il vincolo di mandato per evitare lo scandalo mostruoso» dei voltagabbana. Intervistato da Paolo Del Debbio su Quinta Colonna, Berlusconi ha poi illustrato il programma: «Punto centrale è l’introduzione della Flat Tax, la tassa piatta che abbatte di molto le tasse che gli italiani devono pagare e che darà un impulso alla crescita dell’economia, in  modo che si creino nuovi posti di lavoro  e cali la disoccupazione e il numero degli italiani che sono in povertà. Numero veramente esagerato. Non è mai stato così alto».

Centrodestra, trattativa con Cesa e Fitto

Sul documento manca la firma di Noi con l’Italia di Lorenzo Cesa e Raffaele Fitto con cui è in corso una trattativa. E in tarda serata in una nota i componenti della quarta gamba hanno definito «una mossa sbagliata la firma del programma» senza la loro presenza. Nel corso del pomeriggio si erano susseguiti vari incontri terminati con un’inesorabile “fumata nera”. Fitto ha definito l’esito dell’incontro “non positivo” e poi ha aggiunto: “In questo momento le cose non vanno bene. Ci sono difficoltà abbastanza oggettive”. I 13 collegi offerti non sono stati digeriti tantomeno il rialzo: intorno ai 20. Non è però rottura, il dialogo è ancora aperto. Come si legge su Libero, i centristi vorrebbero almeno 4 collegi blindati in Sicilia e altri 3 in Puglia, i loro fortini elettorali, più un’ altra fetta da spalmare nel resto del Paese. Chi ha sciolto le proprie riserve è Vittorio Sgarbi. «Vado con Berlusconi, mi ha offerto un seggio sicuro al Senato. Non presento più la mia lista, Berlusconi non vuole vedere Tremonti nemmeno dipinto, dice che la caduta del 2011 è opera sua» rivela alla Zanzara su Radio 24. «Se Berlusconi vince farò il ministro» e «probabilmente Tremonti se lo prende la Lega».

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