Berlusconi, Meloni e Salvini firmano il programma: noi d’accordo, puntiamo a vincere

venerdì 19 gennaio 10:38 - di Redazione

Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini trovano l’accordo e firmano il programma della coalizione. I tre leader, alla fine del vertice a Palazzo Grazioli, si fanno ritrarre sorridenti e con la penna e il documento in mano. «Con Salvini e Meloni abbiamo trovato un accordo su tutto il programma, è andato tutto liscio, ci sono state naturalmente delle discussioni su qualche punto ma sono mesi che ci lavoriamo», ha scritto su Twitter il leader di Forza Italia. I punti sono dieci e tra questi spicca “l’azzeramento della legge Fornero”, un argomento che divideva Berlusconi e il leader della Lega Nord. Berlusconi punta alto: «Il 45% è il traguardo minimo che ci siamo dati, perché spero di superarlo e avere larga maggioranza, alla Camera e al Senato, per poter governare e realizzare questo programma che abbiamo preparato».  Si dice certo «di non trovarmi nella situazione che ho avuto in altri governi quando ci fu molta slealtà dei miei alleati». E aggiunge: «È fondamentale introdurre in Costituzione il vincolo di mandato per evitare lo scandalo mostruoso» dei voltagabbana. Intervistato da Paolo Del Debbio su Quinta Colonna, Berlusconi ha poi illustrato il programma: «Punto centrale è l’introduzione della Flat Tax, la tassa piatta che abbatte di molto le tasse che gli italiani devono pagare e che darà un impulso alla crescita dell’economia, in  modo che si creino nuovi posti di lavoro  e cali la disoccupazione e il numero degli italiani che sono in povertà. Numero veramente esagerato. Non è mai stato così alto».

Centrodestra, trattativa con Cesa e Fitto

Sul documento manca la firma di Noi con l’Italia di Lorenzo Cesa e Raffaele Fitto con cui è in corso una trattativa. E in tarda serata in una nota i componenti della quarta gamba hanno definito «una mossa sbagliata la firma del programma» senza la loro presenza. Nel corso del pomeriggio si erano susseguiti vari incontri terminati con un’inesorabile “fumata nera”. Fitto ha definito l’esito dell’incontro “non positivo” e poi ha aggiunto: “In questo momento le cose non vanno bene. Ci sono difficoltà abbastanza oggettive”. I 13 collegi offerti non sono stati digeriti tantomeno il rialzo: intorno ai 20. Non è però rottura, il dialogo è ancora aperto. Come si legge su Libero, i centristi vorrebbero almeno 4 collegi blindati in Sicilia e altri 3 in Puglia, i loro fortini elettorali, più un’ altra fetta da spalmare nel resto del Paese. Chi ha sciolto le proprie riserve è Vittorio Sgarbi. «Vado con Berlusconi, mi ha offerto un seggio sicuro al Senato. Non presento più la mia lista, Berlusconi non vuole vedere Tremonti nemmeno dipinto, dice che la caduta del 2011 è opera sua» rivela alla Zanzara su Radio 24. «Se Berlusconi vince farò il ministro» e «probabilmente Tremonti se lo prende la Lega».

http://www.video.mediaset.it/video/quinta_colonna/clip/silvio-berlusconi-il-lavoro_797757.html

 

Commenti

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  • Mokida Bolshitkov 3 febbraio 2018

    My husband is voting for this trio, he believes they will produce more legislation then the last administration…I can not vote in Italian elections, but I do like Ms. Meloni, she is brilliant and has great ideas for Italy.

    • sabina 4 ottobre 2018

      Sorry, but you have few iideas and well confused .So it’s a good fact that you can’t vote to Italy. There is just a lot of confusion .So we don’t need other confusion anymore!.

  • Vincenzo ROMANO 21 gennaio 2018

    La riduzione delle tasse è l’ unica strada da percorrere per far ripartire la nostra economia.
    La privatizzazione di molti settori che gestiscono le attività sociali di primaria importanza (es. Previdenza e Sanita’) d’ l’ unica speranza per ridurre il nostro enorme debito pubblico, che attanagliera ‘ in eterno le nostre future generazioni.
    Lo Stato che adotta una economia di tipo socialista, dove lo Stato si accolla tutta la spesa sociale, è inattuabile in un paese come il nostro, dove gli sprechi ed i privilegi da parte di tutti coloro non consci del danno arrecato alle casse dello Stato,la famno da padrona.

  • bruno 20 gennaio 2018

    Come dipendente pubblico che lavora e che in mutua in un anno sono andato 6 giorni per febbre oltre 38 mi piacerebbe che tra le fila di chi dirige non ci fosse più Brunetta.In 6 giorni mi sono stati tolti 150 euro.Non si colpiscono tutti i dipendenti per colpa di pochi.Colpiamo chi sbaglia.Poi troppi dirigenti e pochi operai ci sono negli enti pubblici.Comunque avanti mandiamo a casa sti sinistroidi e facciamolo però quello che si scrive nei programmi.che non sia solo chiacchierate per prendere voti.

  • giulio 20 gennaio 2018

    flat tax per i privati? un premio ad una pessima classe dirigente, inclusi i piccoli dirigenti privati e pubblici, spesso di nomina partitica, che per la maggior parte nemmeno ci votano ma votano a sinistra. Esempio i Parioli, la collina aTorino, il centro a Milano…

  • giulio 20 gennaio 2018

    vincolo di mandato? nella Prima Repubblica i parlamentari erano votati, non nominati, e non cambiavano di casacca. Evidentemente chi nomina i candidati, li sceglie molto male!

  • Gino Vercesi 20 gennaio 2018

    La Meloni ha pubblicato il suo Programma,lo stesso ha fatto Salvini,, ma il Berlusconi dove ha epubblicato l suo ?

  • Fernando 20 gennaio 2018

    Sono convinto del quartetto vincente sara’ un ottimo governo per la ripresa economica dell’Itaglia.

  • giorgio 19 gennaio 2018

    Lo dico, anzi lo scrivo, nell’interesse primario del centro destra, sarebbe ora che qualcuno spiegasse al signor Salvini almeno due cose. 1) i vaccini sono utili e non vanno demonizzati, sono dei salva vita per tutti, il rapporto costo- benefici e’ nettamente a favore dei benefici. Certo sono farmaci e percio’ in taluni possono esserci effetti collaterali ma questo vale per tutti i farmaci, es. antibiotici e non solo, vale anche per i cibi: uno e’ inconsapevole di essere allergico a quel cibo, lo mangia ed avra’ problemi, bene che gli vada avra’ l’orticaria. 2) sarebbe ora che il nostro smettesse di demonizzare la Fiat, la maggiore industria metalmeccanica italica. La Fiat non ha delocalizzato andandosene in Kossovo, Serbia, Albania, India, Slovenia e cosi’ via, gli stabilimenti italiani sono ancora tutti in Italia e i lavoratori sono ancora tutti li’, dopo un periodo di cassa integrazione dovuto alla crisi economica.La Fiat ha invece acquistato in USA un’industria auto in cattive acque, quasi fallita, ma questo e’ a mio avviso un fatto positivo. Lo stesso ha fatto la Ferrero che ha acquistato le barrette della Nestle’in USA. La Fiat e’ diventata FCA e questo le da diritto di avere sede fiscale dove vuole. Ma scusate, e’ lo stesso Salvini che dice che si pagano troppe tasse( ed ha pienamente ragione) in Italia , quindi Fiat va dove se ne pagano di meno, dove sta l’incongruenza?Lo puo’ fare perché e’ diventata FCA ed e’ pienamente in linea con la normativa attuale.

  • pietro 19 gennaio 2018

    4 marzo: Qui si (ri)fa l’Italia o si muore.