Berlino, polemiche per l’area di sicurezza riservata in piazza alle donne

A due anni dalle aggressioni a sfondo sessuale avvenute a Colonia nella notte di San Silvestro a danno di centinaia di donne trattate come prede da umiliare e derubare, in Germania si discute ancora su come prevenire fatti del genere.

Non tutti hanno accolto con favore la decisione della città di Berlino di correre ai ripari con una misura inedita: alla Porta di Brandeburgo è stata allestita infatti la scorsa notte un’area di sicurezza riservata alle donne, con una postazione della croce rossa e la possibilità di attivare l’intervento della polizia. Le forze dell’ordine hanno anche diramato un avviso con il quale invitano le donne a chiamare aiuto se si sentono minacciate e a portarsi dietro solo una borsetta con lo stretto necessario, lasciando a casa gli oggetti di valore.  Alcuni sindacati di polizia hanno parlato di messaggio pericoloso veicolato da una scelta del genere e che lede il principio di autodeterminazione. Rainer Wendt, capo del sindacato di polizia DpolG, ha detto che “è come sancire che esistono aree sicure e altre che non lo sono. Una deriva che segnerà la fine della libertà di movimento e di autodeterminazione”.

Si è trattato di una misura precauzionale in una nazione alle prese con un fenomeno del tutto inedito. Ricordiamo infatti che  l’allora capo della polizia di Colonia, Wolfgang Albers – dimessosi proprio a seguito delle violenze – definì quelli compiuti nella notte di Capodanno di due anni fa «pesanti delitti sessuali di una dimensione completamente nuova».

Alla fine si ebbe notizia di sole 4 condanne per quell’evento sulle cui cifre i rapporti della polizia parlano chiaro: furono 1200 le donne aggredite nella notte di Capodanno 2016 a Colonia,  Amburgo, Stoccarda e in altre città tedesche.  Alle drammatiche azioni parteciparono  in totale circa 2.000 uomini.

La scelta di Berlino di garantire un’area di sicurezza per le donne è stata così commentata da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: “Invece di garantire la libertà e la sicurezza alle donne e cacciare a pedate gli immigrati che si permettono di organizzare molestie di massa durante le occasioni pubbliche, si preferisce rinchiudere le donne in ghetti protetti. Non è questo il futuro che voglio per l’Italia e per mia figlia. Nessuna tolleranza per chi non rispetta le nostre leggi e la nostra cultura”.