“Bella Ciao” alla festa del Tricolore. E Fratelli d’Italia lascia la sala

lunedì 8 gennaio 17:49 - di Carlo Marini

“Bella Ciao” per celebrare la festa del Tricolore e l’anniversario della Costituzione italiana? No, grazie. A San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, quella che doveva diventare una festa unificante si è trasformata nel giorno della discordia. Quando al teatro Arrigoni la banda musicale ha iniziato a intonare le note del canto partigiano, i rappresentanti di Fratelli d’Italia, accompagnati dagli altri esponenti di centrodestra, hanno lasciato la sala. Anziché rimediare alla gaffe, il sindaco Antonio Di Bisceglie del Pd ha preferito gettare benzina sul fuoco della faziosità, chiedendo alla banda il bis di Bella Ciao.

La protesta di Fratelli d’Italia

Durissimo il commento di Fratelli d’Italia, attraverso il coordinatore Guido Guidi: «È stata un’ennesima caduta di stile. È facile predicare il rispetto delle minoranze, di ogni diversità, di tutte le identità, religioni e culture. È facile – ribadisce Guidi – chiedere di togliere un crocifisso o un presepe, di sostituire Gesù con Perù. È normale ignorare una conferenza di Magdi Cristiano Allam e organizzare, però, un evento in sala consiliare per una pediatra nipote di Che Guevara. È facile dichiararsi il sindaco di tutti. Poi nei fatti tutto questo rispetto predicato viene ignorato».

Il video della protesta dal Gazzettino

Il sindaco Pd tra Bella Ciao e Guevara

Il riferimento di Guidi è a quanto accaduto nel maggio scorso. La giunta Pd ha ospitato una conferenza di Aleida Guevara, nipote dell’icona comunista nel mondo, ma ha ritenuto inopportuno e divisivo il patrocinio alla presentazione dell’ultimo libro di Allam. Ora Bella Ciao come brano di celebrazione della festa del tricolore: difficile essere più faziosi e più rossi di così.

Commenti

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  • Stefano 11 gennaio 2018

    che schifo più disgustosi non si può essere. Mi auguro al più presto che questo paese diventi la prolunga del Austria o Germania per che così non si va avanti

  • manuel.maria.casti@gmail.com 9 gennaio 2018

    FRANCESCO CORLEONE. Il tuo stile identifica esattamente la tua provenienza culturale e il tuo orientamento politica.
    Un saluto

  • ANTERO 9 gennaio 2018

    bella ciao NON è l’ inno nazionale … dovrebbero astenersi dal suonarla nelle pubbliche manifestazioni a carattere istituzionale

  • Andrea 9 gennaio 2018

    Uno schifo

  • Sabatangelo 8 gennaio 2018

    Questa gente e’ la causa dei maggiori disastri nel mondo. Per loro esiste solo la loro verita’, nesssun rispetto per chi non e’, fortunatamente, come loro.

  • Francesco da Corleone 8 gennaio 2018

    Secolo d’Italia, mi volete spiegare perché questo ***** di giornale di dx e infarcito, sempre in quasi ogni pagina, dal c**** che dovrebbe essere nostro acerrimo nemico???? possibile che ogni qualvolta mi accingo a leggere un articolo mi vedo accerchiato da quel fetente c*****??? sapete che vi dico andate a ****** e vi cancello dai miei preferiti. E….se avete coraggio pubblicate questo post.

    • Massimo Valeri 9 gennaio 2018

      Come vede Sig. Francesco non solo abbiamo il coraggio, che da sempre non ci manca, di pubblicare la Sua considerazione reputandoci una Testata che vuol dar voce a tutti ma siamo costretti a censurare alcune parole che Lei “inavvertitamente” ha inserito nel Suo post. Se, poi, continuerà a seguirci (tra l’altro vogliamo ricordare gratuitamente) ne saremmo lieti.