Bataclàn, il giubbotto di Abdeslam era difettoso e non poteva esplodere

Il giubbotto esplosivo di Salah Abdeslam, l’unico terrorista sopravvissuto agli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi, era difettoso e non poteva funzionare. È quanto afferma France Inter. Secondo fonti dell’emittente radiofonica, c’erano un cavo elettrico rovinato davanti al giubbotto, mentre sul retro un pezzettino del detonatore si era rotto. Già si sapeva che mancavano una pila e il bottone per far detonare l’esplosivo, ma Abdeslam potrebbe averli rimossi quando ha abbandonato l’ordigno. Fino ad oggi non è mai stato chiarito perché Abdeslam non si sia fatto saltare in aria o sia morto in azione come gli altri membri del commando terroristico, fra cui il fratello Brahim, che uccisero 130 persone al teatro Bataclan e in alcuni caffè della capitale francese. Catturato successivamente in Belgio, Abdeslam non ha mai spiegato il suo ruolo agli inquirenti. Quella tragica notte, portò in automobile i tre terroristi che si fecero esplodere davanti allo stade de France. Dopo aver abbandonato l’auto, chiamò due complici a Bruxelles che lo vennero a prendere e lo portarono nella capitale belga. Ma Abdelsam prese anche la metropolitana verso le 23 nel 18esimo arrondissement, prima di abbandonare il giubbotto esplosivo a Montrouge. Voleva farsi esplodere in metropolitana e non c’è riuscito perché il giubbotto non funzionava? Ha rinunciato all’ultimo momento a morire da martire? Molte questioni rimangono aperte, anche perché nella rivendicazione dello Stato Islamico si parla di un attentato nel 18esimo arrondissement di Parigi che non è mai avvenuto e in un computer trovato in un covo terrorista a Bruxelles si fa menzione di un “gruppo metropolitana” all’interno di un file chiamato “13 novembre”. A primi di febbraio Abdeslam comparirà in tribunale in Belgio per una sparatoria pochi giorni prima della sua cattura, e chissà se parlerà in questa sede.

(Foto Rtl info)