Bari sotto choc, suocera diabolica fa assassinare il genero 48 ore dopo le nozze

Non ha atteso più di 48 ore per tentare di intascare la somma che aveva di mira. L’avidità criminale di una suocera di Bari ha mandato la città sotto choc. La donna ha fatto uccidere il genero, Girolamo Perrone, di 24 anni, appena 2 giorni il matrimonio con la figlia. Il movente? Intascare l’assicurazione per la morte del giovane. La donna, Anna Masciopinto, avrebbe agito in combutta con il suo fratellastro Vito D’Addabbo e con un pregiudicato “esperto” in forti alle assicurazioni, Michele Caringella.

L’accordo tra la diabolica suocera e i suoi presunti complici prevedeva -come ipotizza la Procura di Bari – di dividersi il risarcimento che la compagnia assicurativa avrebbe pagato alla vedova, la cui posizione è al vaglio dei pm. «Sono certa che sia stato tutto programmato, anche il suo matrimonio. Noi della famiglia non sapevano che si sarebbe sposato, è avvenuto tutto molto in fretta» accusa Angela Perrone, sorella del giovane.

I fatti risalgono al 5 ottobre scorso, due giorni dopo, appunto, il matrimonio. In quel giorno il neosposo fu investito e ucciso sulla strada provinciale tra Adelfia e Cassano Murge. Quando quella sera i carabinieri arrivarono sul luogo dell’incidente. Vito D’Addabbo era «in evidente stato di concitazione» e riferì di aver investito un pedone che era sbucato all’improvviso dai campi. Oltre il recinto di un vigneto i militari trovarono Perrone ormai in coma. Fu ricoverato ma morì cinque giorni. «Quando abbiamo saputo che alla guida dell’auto c’era D’Addabbo abbiamo pensato che c’era qualcosa di strano», racconta ancora la sorella. «Abbiamo chiesto spiegazioni alla suocera ma lei diceva di non sapere nulla. Anzi ha raccontato che quella sera hanno aspettato mio fratello fino a mezzanotte preoccupati perché non era rincasato. Ma a loro non importava nulla di lui. Al suo funerale non ho visto versare una lacrima da nessuno della sua nuova famiglia e questo mi è bastato per capire che i miei sospetti erano fondati. Ora voglio che siano puniti il più duramente possibile. Mio fratello aveva una bimba di 4 anni nata da una precedente relazione che ora è rimasta senza papà. No, nessun perdono per loro». Sullo sfondo lo stato di «assoluto degrado» dei protagonisti della storia.