Bagni senza porte e materassi luridi: l’hotspot di Lampedusa come un lager

Bagni senza porte e materassi «su cui non ci poggeremmo mai sopra». È la situazione trovata dal Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, all’interno dell’hotspot di Lampedusa. Una situazione già denunciata un anno fa, senza che però vi sia stato alcun intervento. Per questo Palma ha di fatto puntato l’indice contro il ministero dell’Interno, parlando di condizioni «inaccettabili».

L’indice puntato contro il ministero dell’Interno

«È inaccettabile che nell’hospot di Lampedusa, dopo un anno dalla nostra denuncia, ci siano ancora water senza porte e materassi sporchi», ha detto Palma, sottolineando che «la situazione più preoccupante che ho trovato è che le condizioni trovate nel centro sono le stesse di un anno fa e che già avevamo denunciato al ministero dell’Interno». «Tutte le indicazioni di miglioramento che avevamo proposto – ha aggiunto – non sono state fatte». Eppure quella del Garante era stata un richiesta semplice, basilare: «Che gli ambienti fossero decorosi».

«L’hotspot di Lampedusa è un centro di detenzione?»

«È inaccettabile in Europa avere ancora bagni alla turca senza porte. Così come i materassi su cui non ci poggeremmo mai sopra. Questo non toglie nulla alla professionalità delle persone, ma gli standard vanno mantenuti», ha detto ancora Palma, per il quale inoltre «se questa situazione è tollerabile per pochi giorni, diventa intollerabile se questi ragazzi rimangono per mesi». «A questo punto – ha proseguito il Garante dei detenuti – ci si chiede se l’hotspot è un centro di detenzione, visto che i migranti non possono uscire dal centro. Mi viene detto che possono uscire da un buco della rete, ma non sono un’uscita legale del sistema». «C’è bisogno di una riconversione», è stata quindi la conclusione di Palma, che ha ricordato che «siamo su un’isola dove è complicato eseguire un ordine di lasciare il territorio in pochi giorni».