Arma in lutto, trovato senza vita un carabiniere di 51 anni: si è suicidato

Un carabiniere di 51 anni si è ucciso sparandosi un colpo alle tempie con la pistola d’ordinanza. Il corpo dell’uomo, che prestava servizio a Pontassieve, poco fuori Firenze, è stato trovato nelle campagne vicino a Viterbo, precisamente nella zona artigianale di Tuscania, paese di origine, intorno alle 2 della  notte.

Il carabiniere era andato al cimitero dai suoi genitori

Secondo quanto riportato dalle agenzie e dai siti locali, l’uomo si sarebbe allontanato intorno alle 17 dalla propria abitazione, portandosi dietro l’arma e annunciando di volersi uccidere. Queste sono state le sue ultime mosse secondo le ricostruzioni. Era andato al cimitero di Tuscania- leggiamo su Tuscia web–  dove sono sepolti i suoi genitori. E davanti a quelle lapidi ha lasciato un fiore e ha detto una preghiera. Poi è salito sulla sua Ford Kuga bianca e ha raggiunto le campagne del Formicone, dove ha impugnato la pistola, ha azionato il grilletto e si è tolto la vita. I carabinieri lo hanno trovato riverso a terra, accanto al capannone di un terreno agricolo. Poco più in là era parcheggiata la sua auto.

La disperazione dei colleghi

Di lui si erano perse le tracce da ore ed è stata la moglie a chiamare i colleghi del marito: i militari della stazione di Pontassieve, il comune in provincia di Firenze dove la coppia viveva. “Massimo è salito sulla macchina e se ne è andato di casa. Potrebbe uccidersi”, avrebbe detto la donna al telefono, lanciando l’allarme. Le ricerche scattano subito, ma in poche ore dalla Toscana si spostano nel Lazio. Tramite il cellulare – leggiamo- i carabinieri localizzano Franceschini a Tuscania, luogo di origine della sua famiglia. Lo cercano ovunque, anche nella casa dove i genitori avevano vissuto. Le ricerche sono proseguite fino al tragico ritrovamento. Lascia anche due figli di 8 e 10 anni. Una sorella e un fratello, pure lui militare dell’arma. I colleghi lo ricordano come “un uomo solare e gioviale, sempre a disposizione dei cittadini. Sempre pronto a mettersi al loro servizio. In zona lavorava da più di vent’anni, e per molto tempo è stato operatore di centrale operativa. Era diventato un pontassievese doc, e a questa città ha dato tanto. E tanto lascia”.