Andrea Tremaglia candidato alla Camera: nel nome del padre e del nonno

mercoledì 31 gennaio 19:49 - di Redazione

Nella circoscrizione Lombardia 3 fra i candidati nel secondo collegio plurinominale di Fratelli d’Italia per la Camera c’è anche Andrea Tremaglia. A correre per Montecitorio sarà il nipote di Mirko Tremaglia, il deputato prima Msi e poi An che si battè per l’esercizio del diritto di voto agli italiani all’estero, riconosciuto con la legge del 27 dicembre 2001, che in pratica porta il suo nome, a riconoscimento di una storica battaglia pluridecennale che lo portò a diventare ministro per gli Italiani nel mondo nel governo Berlusconi del 2001-2006. Andrea, figlio di Marzio, scomparso nel 2000 a 42 anni, è consigliere comunale Fdi a Bergamo. Sul suo profilo Facebook sottolinea l’«orgoglio di rappresentare Bergamo nella lista per la Camera dei deputati di Fratelli d’Italia. Un riconoscimento non tanto a me, quanto ad una squadra meravigliosa, fondata su valori antichi e persone giovani (nello spirito tutte, anagraficamente molte)».

Commenti

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  • Giovanna De Canio 1 febbraio 2018

    Il nonno Mirko era molto amico di mio padre: auguro al giovane Tremaglia tutto il bene possibile…buona fortuna, Andrea !!!

  • Angela 1 febbraio 2018

    BENE TREMAGLIA CANDIDATO AURI DI CUORE

  • Giovanni Guarany 1 febbraio 2018

    Mirko Tremaglia si è battuto con forza per far approvare una legge sullo Ius soli, lo rammenta suo nipote Andrea?

    • Fabrizio 1 febbraio 2018

      Ma quando mai

      • Elena Guerri dall’Oro 1 febbraio 2018

        Ciao Andrea, ho
        Lavorato al Gin o di tuo nonno per 5 anni. Lo ho stimato
        Molto e sono proprio felice che tu abbia la possibilità di proseguire nel solco delle tradizioni e dell’onore che tuo nonno conosceva assai bene. Gli auguri miei e della mia famiglia a te, che hai il dna giusto. Elena Guerri dall’Oro

    • Elena Guerri dall’Oro 1 febbraio 2018

      Mi spiace non è così: il
      ministro Tremaglia si batté e vinse la sua battaglia di civiltà, per garantire agli Italiani residenti all’estero di
      Poter votare per il loro Paese di origine, l’Italia, non per per il Paese che li
      Ospitava. C’e’ una enorme differenza. Un Peruviano o
      Un cinese che vivono in italia già possono votare per il proprio Paese, nei Consolati. A noi userò non era permesso. Lo Ius Soli è tutta un’altra storia.

  • Luigi 1 febbraio 2018

    Auguri di cuore, Andrea! Anche se non potrò votarti. Auguri, con la speranza che ti sia consentito e tu riesca a ridare credibilità ad un idea di “Politica” ritrovatasi a ripartire da zero dopo aver distrutto, dalla morte di tuo padre e di Pinuccio Tatarella, quanto faticosamente era stato costruito. Ho conosciuto e avuto modo di apprezzare tuo padre, per la sua statura culturale, morale e soprattutto la sua onestà intellettuale. Il vero, possibile, giovane ‘leader’ di una Destra di valori a livello nazionale, europeo e internazionale. Ma la sorte non è stata benigna con lui! Evidentemente c’era più bisogno di Lui da altra parte e per l’eternità.