Anche Landini (Cgil) dà ragione a Berlusconi: «Il jobs act é da cambiare»

Anche Landini dà ragione a Berlusconi. L’argomento è il jobs act voluto da Matteo Renzi. La cui cancellazione adesso vede concordare il capo della sinistra sindacale più dura, quella dei metalmeccanici, con il leader del centrodestra. ”Se Berlusconi vuole cancellare il jobs act sono d’accordo e questo conferma che la riforma del mercato del lavoro non ha funzionato e ha peggiorato le condizioni di vita e i diritti dei lavoratori”. È stato questo infatti il commento del segretario confederale Cgil Maurizio Landini alla proposta lanciata da Silvio Berlusconi in vista delle elezioni politiche di cancellare il jobs act se lo schieramento di centrodestra dovesse arrivare al governo del Paese. ”Il problema è vedere cosa intende fare dopo – ha aggiunto Landini -. Noi un’idea precisa già ce l’abbiamo e abbiamo presentato per questo la carta dei diritti che era all’esame del parlamento di questa legislatura”. Certo, bisognerà vedere come stimolare lavoro e occupazione una volta abolito l’inguacchio renziano, ma per adesso registriamo positivamente come il ritrovato attivismo politico di Berlusconi provochi dibattito e persino consensi da aree politiche tra le più distanti. Segno dell’insofferenza verso i governi che si sono succeduti nella legislatura appena conclusa e, soprattutto, del desiderio di cambiamento  è dato ormai più che generalizzato. Perché  il centrodestra, guidato dal Cavaliere, è tornato ad essere la speranza per milioni di italiani.