Aggredita da un ladro, lo afferra per i testicoli e lo mette in fuga

A Modena una donna vittima di rapina ha reagito in modo del tutto particolare, con grande prontezza di spirito, afferrandolo per i testicoli, ed è  riuscita a mettere in fuga il ladro. La notizia diffusa dalla Gazzetta di Modena sta facendo un po’ il giro del web per la singolarità della difesa messa in atto dalla donna, una quarantenne di corporatura esile, che ha avuto la forza e la prontezza di spirito non si è fatta sopraffare dal terrore e ha capito che poteva reagire, non solo urlando e attirando l’attenzione dei passanti, ma colpendolo nelle parti basse, riuscendo con una appropriata mossa a farlo cadere per terra. «È a questo punto che il malvivente, sicuramente sorpreso dalla reazione e che di certo non aveva previsto di essere protagonista in questo modo della sua rapina, si è dato a gambe levate».

Il racconto della donna

È lei stessa a raccontare alla Gazzetta cosa le è capitato, una aggressione violenta che le ha tolto il sonno e il cui trauma interno ancora permane. «Erano circa le 20.30 di mercoledì e stavo percorrendo a piedi, sul marciapiede, il tratto finale di via Sabbatini, quello che sbuca in via Vignolese. Forse sono stata seguita oppure, visto che il tratto non è per nulla illuminato, quel bandito ha pensato fosse il momento giusto per agire. Dapprima ho sentito dietro di me due persone che col passo sostenuto si stavano avvicinando. Poi una mi ha superato ed ha proseguito, andando in via Vignolese, l’altra mi ha raggiunto. Io ero già in allarme».

«Frequento un corso di autodifesa per donne»

Frequento un corso di autodifesa per donne e questa è una situazione tipica, credevo fosse uno del corso. Mi sbagliavo. Era un giovane sui 25 anni, con sciarpa e berretto, si vedevano solo gli occhi». Il rapinatore entra in azione: «Ha iniziato a strappare la borsa, a tirare la cinghia e io sono caduta per terra. Quello continuava a tirare. Una volta giù per terra mi sono trovata all’altezza giusta: gli ho afferrato i testicoli, stringendo con forza. Lui si è un po’ bloccato ma non ha urlato. Allora sempre da terra con le mie gambe gli ho fatto una specie di forbice alle sue gambe, le ho agganciate e così è caduto. Io mi sono alzata e gli urlato di tutto, anche che l’avrei aggredito». Il bandito allora è scappato. «A raccontarlo – spiega la donna che ha sventato la rapina sembra facile. Non è così però l’autodeterminazione, l’attenzione e la tonicità, oltre alle conoscenze mi vengono da ciò che sto imparando al il corso di autodifesa».