15enne aggredito a Napoli, il questore lancia l’allarme baby gang

sabato 13 gennaio 20:10 - DI Redazione
napoli baby gang

Quello delle cosiddette “baby gang” è «un fenomeno preoccupante su cui dobbiamo interrogarci tutti». Così il questore di Napoli, Antonio De Iesu, interpellato sull’ultimo caso in ordine di tempo di violenza perpetrata da giovanissimi a Napoli, il 15enne pestato ieri da un gruppo di almeno dieci ragazzini all’esterno della stazione della metropolitana di Chiaiano e per il quale è stata necessaria l’asportazione della milza.

Un fenomeno su cui tutti si devono interrogare

Il questore, intervistato dall’Adnkronos, fa notare che «ieri non sono stati usati né coltelli né pistole». «Si è trattato di una violenza immotivata e inaudita, violenza di un branco di minorenni deviati e disadattati, frutto forte del tiepido controllo delle famiglie e di un ambiente che sicuramente favorisce queste cose», spiega De Iesu, secondo il quale «è questo su cui bisogna interrogarsi». «Noi facciamo la nostra parte, ognuno deve farlo: è un fenomeno che ha varie facce, su cui tutti devono fare una riflessione. Bisogna interrogarsi tutti – ribadisce – su cosa fare di fronte a questo disagio giovanile».

La polizia al lavoro

La Polizia di Stato, ricorda il questore, «ha fatto la sua parte e lo abbiamo dimostrato nel caso della sparatoria ai “baretti” con un arresto, e nel caso del ferimento di Arturo, sul quale le indagini non si fermano e ho moltissimi uomini che ci lavorano». Sull’episodio di ieri sera «è in corso un’attività molto tenace e assidua, ci sono più commissariati che stanno lavorando, si stanno analizzando le immagini degli impianti di videosorveglianza in maniera molto dettagliata. Siamo moderatamente ottimisti».

Commenti

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  • aniccu@gmail.com 16 gennaio 2018

    Bisogna smetterla con la storia dei minorenni non imputabili. Quando si tratta di atteggiamenti camorristici nei confronti degli indifesi da parte di delinquenti che ostentano la propria impunità con sarcasmo e indifferenza per il male arrecato, bisogna comportarsi diversamente e comminare le giuste punizioni.D’altronde se l’aspirante delinquente e’ libero di compiere le proprie malefatte vuol dire che è fuori di ogni controllo e che i genitori non svolgono alcuna azione educativa. Sono quindi corresponsabili a tutti gli effetti delle azioni dei propri figli e vanno quindi puniti severamente.

  • gianni.selvidi@virgilio.it 15 gennaio 2018

    NON CE BISOGNO DA CONDANNARE , PERCHE E” MINORENNE:IL GIUDICE MOLTO DEMOCRATICO , ALTRIMENTI TUTTI DIRANNO CHE E” UN GIUDICE FASCISTA : IL RAGAZZO LO PRENDI, GLI METTI UN CARTELLO DIETRO LE SPALLE , GLI FAI PULIRE TUTTO IL PAESE, DICENDO ,E” MASCALZONE E DEVE ESSERE CASTIGATO, VEDRETE CHE NON LO FARA” PIU COSI IL MASCALZONE NON CI PROVERA” PIU?

  • giacomosinagra@gmail.com 15 gennaio 2018

    Sembra quasi di capire che non essendo stati usati ne coltelli, ne pistole non vi sia stata violena. Deve scapparci il morto per essere violena. Una milza spappolata e asportata non basta. Baby gang! Chiamateli con appropriato nome: veri delinquenti che tra pochi anni (2 o 3) saranno dei criminali. Si rinchiudano in un riformatorio e buttate via la chiave, perché non potranno mai diventare civili cittadini.