Vittorio Emanuele III, protestano le Comunità Ebraiche: “Fatto inquietante”

Rientro della salma di Vittorio Emanuele III in Italia, scoppia la polemica. Il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, ha diffuso una nota di protesta: “In un’epoca segnata dal progressivo smarrimento di Memoria e valori fondamentali il rientro della salma del re Vittorio Emanuele III in Italia non può che generare profonda inquietudine”.   “Bisogna – prosegue la nota  – che lo si dica chiaramente, in ogni sede: Vittorio Emanuele III fu complice di quel regime fascista di cui non ostacolò mai l’ascesa e la violenza apertamente manifestatasi sin dai primi mesi del Ventennio. Nessun tribunale ebbe mai modo di processarlo, per quelle gravi colpe. Cercheremo di colmare questo vuoto con una specifica iniziativa, nel prossimo mese di gennaio. Per chi oggi vuole farne un eroe o un martire della Storia, per chi ancora chiede una sua solenne traslazione al Pantheon, non può che esserci una risposta: nessun onore pubblico per chi porta il peso di decisioni che hanno gettato discredito e vergogna su tutto il paese. L’Italia non può e non deve dimenticare”.

La salma di re Vittorio Emanuele è nel frattempo arrivata al santuario di Vicoforte di Mondovì . Partita da Alessandria d’Egitto – dove era sepolta nella cattedrale di Santa Caterina -a bordo di un volo militare,  è arrivata  alle 11 all’aeroporto di Cuneo. Alla partenza ad Alessandria erano presenti i familiari e l’ambasciatore italiano al Cairo, Giampaolo Cantini.