Venti di guerra, esercitazioni Usa-Seul: la risposta all’ultimo missile di Kim

Dopo l’ultima provocazione di Kim e il lancio dell’ennesimo missile che ha sorvolato il Giappone, ora si passa ai fatti: e i fatti si chiamano esercitazioni congiunte e simulazioni tra Usa e Corea del sud.

Venti di guerra, esercitazioni Usa-Seul

A meno di una settimana dall’ultimo lancio di un missile nordcoreano – l’ennesima provocazione di Pyongyang contro Usa, Corea del sud e Giappone – Washington e Seul hanno avviato nuove e più ampie esercitazioni militari congiunte, e tra simulazioni sul campo e strategie diplomatiche (veri e propri avvertimenti), provano a replicare a Kim jong-un: e lo fanno in modo a dir poco eloquente. Chiamate Vigilant Ace, le esercitazioni coinvolgeranno i soldati americani con 230 aerei e sono le più imponenti finora realizzate congiuntamente dai due Paesi. La nuova iniziativa strategica – in programma già prima del test nordcoreano – arriva dopo che Pyongyang ha testato un nuovo missile balistico intercontinentale capace di raggiungere gli Stati Uniti. Eppure, già ieri, Pyongyang aveva alluso alle nuove esercitazioni parlando di provocazione che servirà «solo a causare una rappresaglia terribile e precipitare la loro autodistruzione»: oggi, però, si vede costretta a incassare la dura replica delle forze alleate.

Kim: «Trump è un «demone nucleare»

Difficile, però, mandare giù per Kim e il suo entourage alle prese con le sperimentazioni missilistiche: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la sua amministrazione stanno «implorando una guerra nucleare», ha dichiarato allora il dittatore nordcoreano visibilmente scosso dalla replica militare congiunta tra Usa e Sudcorea, affidando l’ennesima esternazione però a un portavoce del ministero degli Esteri  di cui la Cnn ha riportato anche l’aggiunta conclusiva: «Trump? Sta conducendo un gioco d’azzardo nucleare estremamente pericoloso nella penisola coreana», non tralasciando di definire il presidente americano un «demone nucleare» e un «perturbatore della pace globale».