Truffe sul web, si finge carabiniere per concludere false vendite di smartphone

Truffe sul web, l’ultima non proprio ingegnosa trovata è stata mascherata dai carabinieri che hanno sbugiardato e fermato un finto “collega” che online si spacciava come un membro dell’Arma per lucrare con vendite fantasma di smartphone gli utenti attivi – ma ancora decisamente poco smaliziati – in Rete. Scoperto dai carabinieri veri, il truffatore online è stato arrestato e la minaccia agita sul web neutralizzata.

Truffe sul web, si finge carabiniere per vendere smartphone

Si tratta di un 32enne tarantino che per assicurarsi il profitto della falsa vendita riferiva di essere un carabiniere con l’intento riuscito di rafforzare nella vittima la fiducia per l’invio del danaro quale profitto della vendita di smartphone che poi, naturalmente, non spediva. Per rendere più credibile la messinscena l’uomo aveva associato al profilo WhatsApp, dove veniva intavolata la trattativa di vendita, la foto di un carabiniere. A scoprirlo i carabinieri della stazione di Castelnovo Sotto, Reggio Emilia, che grazie a mirate indagini telematiche, hanno identificato il truffatore con a carico una lunga serie di analoghi precedenti. L’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia per i reati di truffa, usurpazione di titoli e sostituzione di persona. La vittima, un 50enne abitante a Castelnovo Sotto, con l’intento di regalarsi uno smartphone ha risposto ad un annuncio su un sito di e-commerce trattando l’acquisto del pezzo messo in vendita a 150 euro.

La denuncia e l’avvio di accurate indagini telematiche

Dopo aver concordato modalità di pagamento e spedizione dell’oggetto acquistato, l’utente convinto della regolarità dell’acquisto online ha provveduto a versare il dovuto nella postepay fornitagli dal falso venditore. Con il passare del tempo, però, non vedendosi recapitare l’oggetto e non riuscendo più a contattare il venditore, il 50enne si è presentato ai carabinieri riferendo di essere stato truffato in quanto con il nome e cognome fornito dal truffatore non risultava esistere alcun carabiniere. Dopo una serie di riscontri tra il numero di telefono associato all’inserzione esca, l’IP del computer utilizzato per l’annuncio e la carta prepagata dove erano confluiti i soldi, i carabinieri – verim in carne, ossa e divisa – hanno scoperto il truffatore e lo hanno denunciato.