Tap, Emiliano contro Calenda: «Servo delle lobby del gas e del carbone»

Ha capito di averla fatta davvero grossa questa volta Michele Emiliano, il governatore della Puglia che da anni sta combattendo una sua battaglia contro il Tap (Trans Adriatic Pipeline), il gasdotto che dal 2020 dovrebbe portare in Italia il gas dell’Azerbaijan che dopo un “viaggio di 105 km sotto l’Adriatico, ritorna sulla terraferma a Melendugno, comune della provincia di Lecce. Il Tap è tornato d’attualità dopo l’incidente che l’altro ieri ha causato un morto e diversi feriti in un sito di stoccaggio del gas in Austria. Intervenendo in una diretta alla radio, Emiliano aveva paragonato il cantiere Tap ad Auschwitz, il campo di concentramento nazista. Poi ha capito di averla fatta fuori dal vaso e ha chiesto scusa: «Il paragone – ha ammesso via tweet – è oggettivamente sbagliato e mi scuso per averlo inopportunamente utilizzato».

Emiliano: «Il Tap è Auschwitz». Poi le scuse

Nessuna ammenda ha fatto invece Emiliano per l’attacco, durissimo, sferrato prima dai microfoni di Radio anch’iotrasmissione di Radio Rai, e poi da quelli di Circo Massimo su Radio Capital nei confronti del ministro delle Attività produttive Carlo Calenda: «Non è un uomo che medita – ha sentenziato riferendosi all’incidente al deposito austriaco – è un uomo che va avanti senza approfondire». Il governatore ha precisato di non essere contrario al Tap ma solo di volerlo delocalizzare «in una zona non pericolosa, in una zona industriale».

Il ministro lo aveva attaccato su gasdotto e Ilva

La vicenda del gasdotto è però, per Emiliano, l’occasione per attaccare frontalmente Calenda e l’intero esecutivo: «Il governo – ha detto – ci impone l’approdo sbagliato del Tap e poi vuole ricostruire l’Ilva come nell’Ottocento. Calenda fa la tipica disinformatia sovietica. Anziché parlare della salute dei cittadini e cercare una tecnologia compatibile alla produzione dell’acciaio con la salute stessa, dice che ha paura che Mittal se ne vada. Non si preoccupa dei morti, meglio non averlo come ministro della Repubblica. Si preoccupa del business e non dei cittadini». Quindi, l’affondo: «Calenda media tra la lobby del carbone e quella del gas, risponde a loro anziché all’interesse pubblico e poi terrorizza con il ricatto occupazionale». Insomma, il solito compagno che sbaglia.