Sulle tracce dei maestri di sempre: all’asta i disegni erotici di Fellini e una lettera di Kubrick

Altro che nativi digitali e cultura social: nelle prossime ore saranno battute all’asta le ultime testimonianze autografe di due maestri del cinema del calibro di Federico Fellini e Stanley Kubrick. per l’esattezza: una raccolta di disegni e schizzi dell’onirico regista di Otto e mezzo e una lettera inedita del cineasta di Arancia Meccanica. Due preziose testimonianze di un altro modo di approcciarsi alla comunicazione, allo scambio relazionale, capace di sublimare un pensiero e trasformare in oggetto di culto anche poche righe, pochi tratti fissati sul foglio bianco.

All’asta i disegni erotici e gli schizzi onirici di Fellini

E allora, sia gli schizzi di Fellini, che la missiva di Kubrick, saranno battute all’asta domani, (giovedì 14 dicembre ndr) a Roma, dalla casa Minerva Auctions (Gruppo Finarte), a Palazzo Odescalchi, in piazza SS. Apostoli, durante una vendita di libri rari e autografi. Sono sette lotti, offerti a prezzi che vanno da 200 euro fino a 1.000 euro, che propongono le caricature del doppiatore Mario Maldesi, le caricature strepitose di Magali Noel, la celebre Gradisca di “Amarcord”, che con pochi tratti di penna o pennarello raffigurano le tipiche pose felliniane. Nei disegni che racchiudono l’immaginario onirico, sessuale e sessuofobo del grande cineasta, le donne abbracciano, stringono e dominano gli uomini, raffigurati come minuscoli esserini immersi in immensi seni. Non per niente, «l’immaginario erotico felliniano rivive in questi lotti in una selezione inedita e sconosciuta», ha commentato lo specialista Fabio Massimo Bertolo.

Battuta anche una lettera di Kubrick a Maldesi

Tra i lotti battuti all’asta domani, dunque, anche la lettera del cineasta di 2001: Odissea nello spazio, in cui il regista ringrazia sentitamente il direttore del doppiaggio Mario Maldesi per il prezioso lavoro fatto sulla versione italian di Full Metal Jacket del 1987 (nomination alla migliore sceneggiatura non originale nel 1988 e David di Donatello come miglior produttore straniero). Nella missiva Kubrick scriveva: «Chiunque vedrà il film non potrà non notare il cruciale contributo che tu hai dato al successo in Italia della pellicola. La cura e l’attenzione infinita che tu ha dato al lavoro può essere ascoltata ad ogni riga della sceneggiatura. Non ti ringrazierò mai abbastanza» (in originale: Everyone who sees the film will know the crucially important contribution you made to the success of the film in Italy. The infinite care and attention you gave to the work can be heard in every line of dialog. I cannot thank you enough» ndr). Praticamente un sentito tributo, sincero e commosso, rivolto da Kubrick ad un altro maestro del cinema. Maldesi a sua volta risponderà al regista con parole di stima e affetto una decina di anni dopo, chiedendogli l’onore di poter dirigere nel doppiaggio la versione italiana di Eyes Wide Shut (1999): «Le confesso che sarebbe per me il più bel Leone d’Oro alla Carriera!». I due avevano già lavorato assieme diverse volte, nei film Arancia meccanica, Barry Lyndon, Shining e, come già detto, Full Metal Jacket: anche Eyes Wide Shut, ultimo film di Kubrick concluso poco prima della sua morte, verrà poi doppiato da Maldesi, a riprova della profonda e immutata stima che il regista americano nutriva verso il geniale direttore italiano. Una prova certificata anche dalla lettera a breve all’asta.