Su Gentiloni gli strali dell’opposizione: «Ha rivendicato meriti inesistenti»

Le reazioni alla conferenza stampa di fine anno (e di fine legislatura) del premier Gentiloni, se non altro, hanno il merito di fare da anteprima a quel che accadrà in campagna elettorale: la guerra senza quartiere a sinistra. Paradossalmente, infatti, le dichiarazioni più dure e severe all’indirizzo del presidente del Consiglio vengono proprio da chi, come gli scissionisti di LeU (Liberi e Uguali), ha condiviso per larga parte della legislatura l’azione del governo.

Gli scissionisti di LeU durissimi con Gentiloni

È per questo, probabilmente, che a scagliare i dardi più acuminati siano parlamentari come la vendoliana Loredana De Petris o il proto-dissidente Stefano Fassina, che dal Pd ha preso le distanze in tempi non sospetti. Entrambi picchiamo duro sul governo accusando Gentiloni di «aver rivendicato meriti inesistenti». Di sicuro, nelle loro parole, fa velo la delusione per la mancata approvazione dello ius soli. Il premier ne ha parlato in conferenza stampa imputandone l’accantonamento alla «mancanza di numeri» al Senato. Una “lettura” che la De Petris contesta apertamente: «La realtà – dice – è opposta e a impedire l’approvazione della legge sulla cittadinanza è stato prima di chiunque altro proprio il Pd». Dal canto suo, Fassina punta diritto al cuore della propaganda renziana: il Jobs Act con il suo immaginario milione di nuovi posti di lavoro: «Ricordiamo che sono occupati, non posti di lavoro – ha spiegato il deputato di LeU- e che, secondo la definizione Eurostat, è occupato anche chi lavora soltanto un’ora nella settimana della rilevazione».

Salvini: «Non vedo l’ora di mettere fine ai disastri del Pd»

Reazioni negative sono venute anche dal centrodestra, segnatamente da Matteo Salvini, che ha elencato i tristi primati italiani, dai «cinque milioni di poveri» ai «quattro milioni di disoccupati» al «milione di clandestini nelle nostre città» per finire con il «record negativo» di bambini nati in Italia. «Non vedo l’ora – conclude il leader della Lega – di mettere fine ai disastri di questi sei anni di Pd e di restituire lavoro e sicurezza agli italiani». Di «bilancio negativo» per il governo e per Gentiloni parla anche Raffaele Fitto, presidente di Noi con l’Italia.