Sono gli “over” a bersi le fake news. La polizia: «I giovani le riconoscono»

Gli under 25 difficilmente cadono nel tranello delle fake news sul web. E quando ne scovano una, il 18% la segnala e il 12% commenta avvisando gli altri utenti. Discorso totalmente opposto, invece, per chi ha più di trent’anni. È quanto emerge da una indagine web su 3.500 utenti di Skuola.net, realizzata per conto della Polizia di Stato.

“Una vita da social” contro le fake news

La ricerca è stata condotta nell’ambito di “Una vita da social”, l’iniziativa itinerante per l’educazione al corretto uso della Rete arrivata alla quinta edizione. Dall’indagine emerge che gli utenti web si dividono in due grandi emisferi: da una parte gli “under25”; dall’altra tutti gli altri: il 93% dei ragazzi tra gli 11 e 25 anni dice di saper distinguere tra una fake news e una notizia vera. Ovviamente con dei distinguo: di questi, 1 su 3 si dichiara confidente di riuscire sempre a riconoscere la bufala; 2 su 3 spesso, ma non sempre. Tra gli “over 25”, invece, ben il 34% ammette di cascarci ogni volta (quota che sale al 55% se isoliamo chi ha più di 30 anni).

La ricerca di Skuola.net per conto della polizia

La profonda conoscenza delle piattaforme social sembra permettere ai più giovani di fiutare subito la “puzza di bufala”. Il “click baiting” è il primo campanello d’allarme: per il 25% dei ragazzi, se le notizie hanno titoli poco chiari, che invitano ad aprire il link, probabilmente si tratterà di fake news; così come, per il 19%, la presenza di immagini che spingono a cliccarci per approfondire deve mettere sull’attenti. Ma anche richieste esplicite di condividere il contenuto (13%), la condivisione da parte di pagine che hanno già pubblicato notizie false in passato (11%), titoli allarmistici o clamorosi (5%), grafiche e caratteri appariscenti (4%) sono segnali molto gettonati dai ragazzi. Per la cronaca, circa un quarto degli “over25” non ha saputo indicare come individuare una bufala. Mentre tra gli under 25 scendono a 1 su 6.