Sit in dei radicali contro il Rosatellum: no alla raccolta di firme

I radicali all’attacco del Rosatellum. Chiedono una modifica «per ristabilire pari condizioni di accesso alla competizione elettorale», cambiando la norma, prevista dalla nuova legge elettorale, che impone ai partiti non presenti in Parlamento di raccogliere 50mila firme per presentarsi alle politiche. Emma Bonino, Benedetto Della Vedova, Andrea Mazziotti e Riccardo Magi, a nome del movimento “Più Europa”, hanno dato vita a un sit-in di protesta davanti a Palazzo Chigi. L’obbligo, secondo la Bonino, rende impossibile l’accesso del nuovo movimento alla prossima competizione elettorale.

La Bonino all’attacco del Rosatellum

«Una norma così semplicemente dice: state a casa, la vostra offerta politica non sarà a disposizione dei cittadini», ha spiegato la storica leader dei radicali ai cronisti. «Da due settimane abbiamo percorso tutti i corridoi istituzionali e diplomatici e ad oggi la prima risposta che abbiamo è quella del presidente Gentiloni», che ha fissato un incontro per giovedì pomeriggio con la delegazione di Più Europa, ma intanto «noi continuiamo la nostra pressione perché sia garantito un rispetto decoroso del libero esercizio elettorale dei cittadini». Magi dal suo conto ha sottolineato che si tratta di una situazione che  pone l’Italia unica in Europa, con «la necessità per una lista nuova di raccogliere in poco più di un mese, a cavallo tra Natale e Capodanno, con il freddo e la neve in buona parte d’Italia, circa 50mila firme suddivise per gli oltre 60 colleghi plurinominali. Questo significa porre ostacoli non a noi ma ai diritti costituzionali previsti dagli articoli 49 e 51». Il segretario dei radicali, Della Vedova chiede un intervento normativo che sia analogo a quello preso nel 2012. «Allora – ha ricordato – in presenza di una legge elettorale che si usava per la terza volta, si decise a dicembre di dimezzare ulteriormente le firme, avendo in previsione di raccoglierle, come succederà questa volta, in inverno pieno».