Simbolo neonazi tra i carabinieri? A Nassiriya c’era una bandiera della Rsi

domenica 3 dicembre 10:29 - di Ezio Miles

C’è qualcosa di incredibile nella polemica scatenata da un filmato che rappresenta una bandiera del Secondo Reich, che sarebbe un simbolo degli odierni gruppi neonazisti,  nella caserma dei carabinieri Baldissera di Firenze. E’ innanzi tutto incredibile (e inaudito) il diktat lanciato dalla Pinotti ai vertici dell’Arma. Il ministro della Difesa ha fatto sapere di aver chiesto al Comandante generale dei carabinieri “chiarimenti rapidi e provvedimenti rigorosi verso i responsabili”. Ma siamo matti? Il vero problema è che c’è qualcuno il quale, impunemente, si mette a filmare di nascosto l’interno di una caserma dei carabinieri e che poi scatena  una polemica sulla rete (il video è stato pubblicato dal “Sito di Firenze”). E’ questo il fatto gravissimo, ma che la Pinotti allegramente ignora, allo scopo di alimentare la caccia alle streghe “fasciste” scatenata dopo la demenziale goliardata degli skinhead a Como. Il fatto intollerabile è quello di un ministro che non difende l’istituzione (militare) di cui è il responsabile politico. Qui, senza esagerazioni, ci troviamo in realtà di fronte a un vero e proprio caso di occupazione politica (da parte del Pd) delle istituzioni.

Perché, in realtà, la vicenda della bandiera “neonazista” nella camerata della caserma Baldissera è semplicemente ridicola: un carabiniere espone una bandiera, più o meno politica, sulla sua branda, come qualcun altro potrebbe esporre un poster di una squadra di calcio. Può mai diventare motivo di attacco di una istituzione, il governo, nei confronti di un’altra istituzione, l’Arma dei carabinieri? Una simile follia non è che un grottresco effetto (uno dei tanti) della tracotanza dei supporters di Renzi. Non per niente il “fattaccio” è avvenuto a Firenze, cara “patria” dell’ex premier.

Ma non è la prima volta che la sinistra spara impunemente contro le Forze Armate per motivi di polemica politica. Accadde persino nei giorni, luttuosi, seguiti alla strage di Nassiriya del novembre 2003, quando il contingente italiano in Iraq fu colpito dalla furia estremista islamica. Ebbene, anche allora la sinistra fece sciallaggio politico per via di una foto pubblicata dal settimanale Chi che rappresentava  l’interno della caserma martire con una bandiera della Rsi appesa da un carabiniere. L’Unità riferì  che “due senatori dei Democratici di sinistra, Aleandro Longhi e Angelo Flammia” presentarono una “interrogazione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro della Difesa Antonio Martino”. E tanto basta. E tanto va ricordato.

 

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