Sicilia, anche quest’anno si ripete la vergogna natalizia del “caro-aerei”

Ci risiamo, ogni Natale raggiungere la Sicilia in aereo, per le vacanze o per ricongiungersi con i propri familiari, diventa un vero e proprio lusso che non tutti possono permettersi. È la solita vergognosa storia del caro-biglietti aerei. E viste le condizioni in cui versano strade e ferrovie del belpaese, quella dell’aereo è un’opzione quasi forzata per i siciliani che intendono spostarsi da o verso continente. Prezzi esorbitanti, quindi, che minano il diritto alla mobilità dei cittadini sancito financo dalla Costituzione.

Alcuni esempi: per volare da Milano-Linate a Catania si può arrivare a spendere fino a 715 euro nel periodo compreso tra il 21 dicembre e il 5 gennaio prossimo. Sempre da Linate per raggiungere l’aeroporto di Palermo la media va oltre i 600 euro.

Sono più accettabili i prezzi volando da Roma, ma considerando soltanto compagnie low cost, per esempio si può viaggiare da Roma a Palermo con 212 euro con andata il 21 dicembre e il ritorno il 7 gennaio. Identico costo per la tratta Roma-Catania.

I guai aumentano in maniera esorbitante se si prenota in “zona cesarini”, allora un biglietto da Milano a Catania può anche aggirarsi intorno ai 1.000 euro!

«Io un Milano-Catania -dichiara a La Sicilia il governatore Musumeci- l’ho trovato pure a 1.030 euro… Sulla questione voglio subito coinvolgere la deputazione siciliana di Roma e di Bruxelles, perché il problema si risolve con un cambio di passo della Regione, ma anche con un confronto con il governo nazionale e con l’Ue. A gennaio incontrerò prima i nostri eurodeputati -continua Musumeci-, per affrontare, senza guardare alle appartenenze, tre-quattro priorità della Sicilia che li investono. E fra queste i trasporti e il caro-tariffe». Musumeci, annuncia che la Regione si confronterà col governo nazionale per ottenere la continuità territoriale che ai sardi permette tariffe sociali e che ci consentirebbe anche l’uso di altri fondi europei.

Nel frattempo, per questo Natale, specie i giovani, studenti o lavoratori, per risparmiare e non spendere mezzo stipendio di un mese -nella migliore delle ipotesi- cercano l’alternativa all’aereo, e questa sembra essere rappresentata più che dal treno -che impiega un’eternità ed ha un costo spropositato- dai pullman. Con poco più di 150 euro si viaggia da Milano a Catania. Si sta scomodi ma almeno si può rivedere il sole della Sicilia senza salassi al portafogli.

Segni dei tempi, i giovani sono costretti a lasciare la Sicilia per mancanza di opportunità, ed a questi è quasi impedito anche il ritorno per abbracciare mamma e papà. Sono queste la Sicilia e l’Italia ereditate dopo decenni di mala politica, incapacità e governo dei poteri forti.