San Pietroburgo, ordigno artigianale in un supermercato: 10 feriti. L’Isis festeggia sul web

Una bomba costruita artigianalmente contenente esplosivo del potenziale di circa 200 grammi di tritolo, confezionata con chiodi e bulloni, è esplosa in un supermercato di San Pietroburgo in piazza Kalinin provocando 10 feriti, 9 dei quali ricoverati presso gli ospedali Mariinskaya, Alexandrovskaya e Yelizavetinskaya.

L’ordigno, scoppiato all’ingresso del supermercato “Perekrestok” che si trova al primo piano dello shopping center Gigant Hall di San Pietroburgo, città natale di Putin e dove, proprio oggi, erano attesi i primi 600 soldati russi di ritorno dalla Siria, è stato posizionato, secondo un testimone, nella zona degli armadietti usati per depositare borse e valige, aveva un potenziale esplosivo notevole e conteneva materiale letale.

L’esplosione ha squassato l’ingresso del supermercato a San Pietroburgo secondo quanto ha rivelato Russia Today e almeno 10 persone sono state ferite – una ha rifiutato il ricovero in ospedale – e oltre 50 persone sono state evacuate dall’edificio molto affollato, a quell’ora, per la corsa all’acquisto degli ultimi regali che, tradizione vuole, in Russia si scambiano la notte del 31 dicembre.

«C’è stato un botto. I servizi di emergenza sono già sul posto: l’evacuazione è stata completata e non c’è stato nessun incendio», ha spiegato all’agenzia di stampa Tass un funzionario del Dipartimento locale del ministero delle Emergenze.

Lo Sledstvennyi komitet, il Comitato Investigativo russo, ha aperto un’indagine criminale per tentato omicidio ma non per terrorismo. mentre la portavoce del Comitato, Svetlana Petrenko, ha detto che «tutte le piste sono aperte» e che «nessuno è in pericolo di vita».

Poche ore dopo l’esplosione, secondo quanto il sito Site, che monitora costantemente sul web l’attività jihadista, sostenitori dell’Isis hanno festeggiato, con lo slogan “daremo ai Crociati un assaggio della loro stessa medicina”.

Dieci giorni fa il presidente Vladimir Putin aveva ringraziato pubblicamente Donald Trump per l’aiuto che la Cia aveva fornito all’Fsb, i Servizi di sicurezza russi, per sventare attentati a San Pietroburgo il fine settimana del 16-17 dicembre identificando gli appartenenti a una cellula dell’Isis.

Peraltro il 15 dicembre l’Fsb aveva annunciato l’arresto di diverse persone coinvolte nell’organizzazione degli attentati, il primo dei quali, grazie a un attentatore suicida, doveva colpire l’ottocentesca cattedrale di Kazan sulla prospettiva Nievski, A questo sarebbero, poi, seguiti, nel progetto omicida dei terroristi, altri attentati in vari luoghi pubblici e affollati di San Pietroburgo.