Rampelli: “Rilanciamo la speranza per il futuro dell’Italia”

Un invito a coltivare la speranza politica è il messaggio che Fabio Rampelli, capogruppo di FdI alla Camera ha lanciato al congresso di Trieste. “Dobbiamo attraversarlo il caos. E la speranza è la risposta”. La speranza è da coltivare  in questo tempo della precarietà.   “Noi che abbiamo dato i natali  alla civiltà veniamo divorati dall’incertazza”, sottolinea Rampelli.

L’incertezza attacca innanzi tutto i valori naturali. “Un bambino può essere figlio di due padri o di due mamme?”. L’incertezza riguarda anche l’economia e la vita sociale. “E’ giusto concentrare la ricchezza  in pochissime mani? E’ giusto fabbricare precari?” .  “No, non è giusto – afferma Rampelli -, non può essere questo il destino dell’uomo”. E poi c’è il dramma dei migranti e dei barconi. “E’ una  strage d’innocenti” che  ingrassa  le tasche di trafficanti e cooperative rosse.

La risposta, dunque, è la speranza. “E’ più impegnativa della certezza”. “Il vincitore – dice Rampelli citando Nelson Mandela-  è un sognatore che non si è arreso”. Oggi la speranza “torna d’impeto  dopo gli anni del rancore che hanno reso cianotica l’Italia”.

“L’obiettivo -scandisce Rampelli tra gli applausi-  è conquistare la testa e il cuore del nostro popolo. Non è solo battere Renzi e Grillo, il mentitore e il ciarlatano”.  Occorre mettere le “banche al servizio del lavoro non degli amici del Pd”.  “Coltivare la speranza significa anche riconquistare un ruolo sociale per la scuola. Significa anche riqualificare le periferie. Mai più Corviale e Scampia”. E poi ci  sono il turismo e la ricerca scientifica da rilanciare. “L’Italia il più grande hub nel mondo”.  La speranza è inoltre nella politica energetica. “La proprietà dell’energia rende liberi, come insegnava Enrico  Mattei”. La speranza significa Meridione. “Dobbiamo realizzare le infrastrutture per il Sud per far ripartire la nazione. Lo spiegheremo agli amici della Lega. Non basta togliere un punto cardinale da un simbolo per diventare un movimento nazionale”.

Rampelli ha toccato infine il tema dell’Europa. Occorre fermare “L’euroburocazia e rinegoziare i trattati capestro. Noi non confondiamo l’Ue con l’Europa”.

“Grazie Giorgia – ha concluso Rampelli  tra gli applausi- ,tu della speranza sarai alfiere. Grazie al gruppo parlamentare: dieci  leoni che hanno fatto sembrare il gruppo come fosse composto da cento deputati. C’è di più in fondo al nostro destino”.