Rai, l’architettura fascista arriva in prima serata e fa il boom di ascolti

venerdì 29 dicembre 14:46 - di Redazione

“Sì, il fascismo era un regime, una dittatura, però bisogna ammettere che le opere degli architetti del Ventennio ancora sono ammirate in tutto il mondo…”. La sintesi del grande giornalista italiano, Paolo Mieli, è più o meno questa: scusate se faremo irritare qualcuno (vedi Fiano…) ma non possiamo non raccontare, da storici, nella “Grande storia”, programma di approfondimento andato in onda in prima serata, il genio degli architetti del fascismo che ricostruirono mezza Italia e che ancora oggi, con le loro opere, sono ammirati e imitati in tutto il mondo.

Il Foro Italico a Roma, la Stazione Santa Maria Novella a Firenze, il Ponte sulla Laguna a Venezia sono alcune delle tracce che il ventennio fascista ha lasciato in Italia, per non parlare dell’Eur e di decine di palazzi in tutte le principali città italiane. La ricostruzione di quel periodo di inventiva e di investimenti sull’urbanistica è stata coronata da un grande successo di pubblico. Sui social, un boom di commenti, perfino dai “compagni”: “Pur essendo antifascista non posso essere d’accordo con l’idea di abbattare i monuimenti del Ventennio”, come vorrebbe qualcuno, in Italia, sulla scìa della legge Fiano che punisce i “nostalgici” di Mussolini.

“La Grande storia”, su Raitre, giovedì sera, con il titolo “Tracce di Ventennio”, ha così viaggiato in Italia “alla ricerca di quei monumenti che continuano ad essere ammirati e odiati allo stesso tempo”, come ha spiegato Paolo Mieli, arrivando fino a luoghi simbolici come Predappio. E facendo registrare un ottimo riscontro di ascolti: 1.499.000 spettatori, con uno share del 6.3%. Roba da far invidia a Fabio Fazio…

 

 

Commenti

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  • alben 5 gennaio 2018

    La Storia non si cancella né si abbatte!

  • Luciano Ciuchi 2 gennaio 2018

    1) Per far invidia a Fazio ci vuole poco…. visto il suo declino inarrestabile, 2) Si vede che Mieli, che è persona intelligente ed accorta, si prepara da buon italiano, a saltare sul carro del vincitore. Sarebbe stato meglio che questa trasmissione l’ avesse fatta prima, e non ora che la Boldrina è politicamente in punto di morte e non può più fargli danni. L’ unico danno lo ha fatto a me, che volevo votare Bersani e D’ Alema e che al pensiero che il mio voto possa servire ad eleggere una come lei comincio ad avere qualche problema.

  • Plinio 1 gennaio 2018

    Idee del genere non hanno alcun senso. Sarebbe come abbattere il Colosseo oppure il Duomo di Milano. Questa gente pur di finire sulle prime pagine le inventa di tutti i colori. Al tempo del fascio non erano neppure nati.

  • Cesare Zaccaria 31 dicembre 2017

    Durante l’era fascista molti non sanno che Mussolini era il capo del governo, ma il capo dello Stato era il re Vittorio Emanuele III° . Ben strana quella feroce dittatura in regime monarchico senza contare che al Quiruinale non c’era il presidente della repubblica di là da venire, ma il papa, con il quale Mussolini dovette fare i conti con il concordato “libera Chiesa in libero Stato”.

  • giuseppe abbruzzese 31 dicembre 2017

    Sono stato Balilla e Figlio della Lupa; fine della mia carriera FASCISTA. Ne 43 si é fermata nel mio paesino l`armata tedesca scappata dalla Libia. Abbiamo gli ulivi piú grandi del monto ( sino a oltre 30m di altezza, molti millennari, sotto i quali i carri armati, camion e mezzi d`ogni genere potevano circolare liberamente senza poter essere visti dal cielo (Bombardieri). Da la nessun colpo di cannone contro gli aerei.L`Armata era divisa in 2 parti, ossia occupava le due zone pianeggianti e fra le 2 scorre la “fiumarella Torbido”. La sede del ” Comano Generale” era nella casa del feudo appartenente alla famigli CAPUA, si, quella del capo/vicecapo del PL, vicemisstro, Radiologo e proprietario della clinica privata Villa Bianca di Roma. (non so se esiste ancora). I cavi per la comunicazione passavano attraverso un nostro poderino e dei soldati facevano la spola per sorvegliare i cavi. Mio padre era fra le guardia costiera per contrastare un eventuale sbarco, suo fratello minore sul fronte russo ed il medio con piedi piatti !!! in servizio in una caserma.
    Noi avevamo lasciato la casa in paese e vivevamo in in 2 casette rurali poste sotto gli alberi.
    I soldati vedevano gli alberi pieni di frutta, ma non osavano prenderne nemmeno. Dopo circa una settimana é arrivato insieme a 4 soldati un loro Capitano é questo parlava italiano. Per mia nonna e 2 sorelle piú anziane di mia madre come se fosse una lingua straniera un pó comprensibile. Insieme a queste c`era pure Rosina, 20nne, attraente ma non molto bella, ma abbastanza per il capitano, che cominció a fissral negli occhi. Presa del panico é scappata verso la la fiumarella dove c´ero io, mia madre 2 cugini maschi 17e 15 anni e alcune lavoratrici. Il capitano ha lasciato i 4 soldati lá sul posto mentre lui ha seguito Rosina. Abbiamo formato un gruppo e davanti a tutti si é messa mia madre ed io secondi dopo davanti a lei con un coltello rurale in pugno.
    Lui ha alzato le braccia come fanno i preti quando leggono nel Messale e cominció a dire: sono venuto da voi in amicizia e pace; ne io ne i soldati vifaranno del male, non abbiate paura.
    Tu ragazzo cosa vuoi fare con quel coltello, dallo a tua madre e viena qua da me. Vai da lui disse mia madre. Vedo che parli italiano e non solo calabrese, allaro rasserena tutta la famigli dicendo che noi vogliamo farvi una proposta, che consiste nel voler comprare tutti i vostri frutti e pagarli subito ed in contanti. Possiamo regalarne un pó rispose mia madre, ma non vederne, perché tante famiglie delle 2 cittadine accanto al nostro villaggio ci aspettano giornalmente. Ha accettato. Abbiamo portato sin nelle casette rurali 2 cestini (20Kg circa) pieni di frutti e loro li hanno portato via, non avendo altre possibilitá. Il giorno dopo sono tornati ed hanno portato i 2 cestini pieni di pane “NERO” in forma di mattoni per ringraziamento, ma per il valore della frutta volevano pagarci in contanti. Mia madre disse non vogliamo denaro per i frutti ed uno dei militari, ha buttato per terra 20mila lire e domandato se fossero sufficienti anche per un pó di prugne che si vedono. Senza aspettare commenti di mia madre ho detto loro; andate pigliarle tutte, tanto quelle non le portiamo al mercatino. Non quel giorno ma col tempo i 10 lberi erano vuoti. Non so chi fosse, ma di certo un alto ufficiale, é venuto a coscermi, e mi portó in giro su quella auto in dotazione, insieme al capitano, con la meraviglia di tutti che mi vedevano. Hanno assaggiato i fichi d`india ed altri frutti ed utlizzato tutte le mie conoscenze su tutti quei frutti ed altro che non avevano mai visto. Tu ragazzo sei fortunato di vivere nel paese delle meraviglie, noi purtroppo no. Mi hanno chiesto di mio padre, ecc. e per quanto riguardava lo zio in Russia mi domandarono: Vuoi bene a tuo zio ? Molto, anche perché mi fa spesso dei regalini di genere diverso.Si son fatta una bella risata. L`alto ufficiale continuó: Noi non siamo nati per la guerra e siamo qua perché c`é la guerra. Il nostro capo supremo ha dichiarato guerra al mondo, ma la colpa non é solo sua. Il Vostro capo Mussolini per forza di intrighi politici e non per altro. L`Italia era in uno stato di completo disastro e lui l`ha modernizzata quanto ha potuto costruendo case infrastrutture facendo crescere l`industria sino al limite del possibile. Il nostro capo ha fatto costruire fabbriche di ogni genere e noi, forse per quest ci troviamo qua. Il capitano veniva a farmi visita un giorno si ed uno no. Voleva vedere Rosina e mi faceva tante domande su di lei. Io avevo imparato da mio nonno e mio padre, che i frutti piú saporiti sono esposti a SUD-EST e senza spiegarlo gli indicavo quali prendere dall`albero. Una settimana prima della loro partenza improvvisa, mi ha visto coi 2 l`Avvocato Capua, Zoppo, quindi militarmente inabile, e spaurito, domandó agli ufficiali in tedesco (aveva studiato a Berlino) cosa stavano facendo con me e loro ridendo hanno risposto: Peppino é un piccolo grande amico nostro , non si preoccupi.
    Un giorno prima della partenza il capitano é venuto da noi e mi disse. Peppino mostrami gli acini di uva maturi (Zibibbo, Inzolia, Moscato profumatissimi) e dimmi dov`é Rosina. Non é qua, ma con mia madre e gli altri nel vigneto a 30 minuti di tempo da qua. Bene che la saluto, che mi piace tanto e che torneró a sposarla quanda la guerra sará finita. Da te voglio imparare a sceglire i frutti piú saporiti.Ha pianto ed io con lui. Un maresciallo della polizia di stato coetaneo di mio padre, era di servizio nel controspionaggi ed al controol delle persone chearrivavano coi treni via Brennero. All`Ambasciata tedesca di Roma ha conosciuto quel colonnello che ha elaborato il piano di liberazione di Mussolini. Il mio concittadino ha collaborato ed ha avuto la mansione di copertura fra i servizi segreti italiani. Io ho conosciuto questo colonnelo a Monaco di Bav. nel 1957, portando dei regalini mandati dal mio compaesano, olio d`oviva, olio ed essenza di bergamotto e, ridete pure fra altre cose, anche fichi secchi. L`atto venne ripetuto piú volte, anche in via contraria. Io studiavo germanistica, storia e filosofia e sono diventato mico di questo colonnello, il quale si divertiva con me a parlare italiano e nello stesso tempo nel raccontarmi una infinitá di cose.
    Lui aveva conosciuto molte persone dell`Aristocrazia italiana e delle persone di grande influenza.
    Di Mussolini ha parlato solo bene lodandolo sotto quasi tutti gli aspetti. Era sospettoso ma nello stesso tempo molto credulone, é stato ingannato e tradito senza che se ne fosse accorto per tempo. Aveva tutte le serie intenzioni di fare dell`Italia una grande Nazione e lui era certo che Mussolini ci sarebbe riuscito; gli impicci , gli intrighi e la guerra che non voleva, glielo hanno impedito.Gli ebrei per lui non erano i semiti come erroneamente si dice, bensí i “malvisti zingari” di tutti popoli semiti di quei tempi, poiché non hanno voluto avere dimora fissa, creare cittá e vivere in pace, ma solo rubare, ammazzare, trucidare anche i piú deboli e per giunta in nome di loro Dio prestatosi dal popolo ammonita, presso i quali aveva la funzione di Dio della pioggia e fertilitá.
    Un saluto a La Russa, il quale, da Ministro, tramite la segretaria, mi spesso invitato a bere un caffé con lui nei miei passaggi da Roma. Riferite a Miele quella parte che riterrete possa essere interessante per lui e RAI 3. Cordialmente G. Abbruzzese

  • Rosa Berruti 30 dicembre 2017

    Mi piacerebbe rivederlo perche’:ne ho perso una buons parte. Come fare?

  • ROCCO MASTROCOLA 30 dicembre 2017

    In ogni città italiana esiste una scuola, un municipio od altro edificio costruito durante il ventennio e spesso ripeto, osservando i fatti, che il più grande costruttore di opere pubbliche è stato il Governo di Mussolini e ciò non significa definirsi fascista ma solo amante della storia, maestra di vita, come scriveva l’arpinate Marco Tullio Cicerone. Quello che forse in pochi sanno è l’esistenza di un Foro Italico anche all’estero ed è quello copiato e costruito dall’Architetto di Hitler, Albert Speer a Norimberga. E’ un pò meno usato e poco curato ma è ancora li e si può sempre ammirare. Quello che oggi si chiama Il Ponte della Libertà che unisce Mestre a Venezia, è stato costruito in 18 mesi, mentre oggi occorre più tempo per costruire qualche casetta in legno per i terremotati da Amatrice, Norcia, Arquata del Tronto.. il confronto è sconcertante ma a volte vorrebbero avere ragione solo I Ladri di Storia. Un saluto da Pescara, Città d’Annunziana – Roco Mastrocola

  • cesarino canale 30 dicembre 2017

    rimpiango di non essere vissuto in quel periodo. Fortunato mio papa che autista al drapello del
    ministero ha avuto l’onore e il privilegio di portare le piu’ alte personalità di quel periodo.
    E mio zio Giacomo cavaliere del lavoro nominato da sua eccellenza Benito Mussolini.

  • Giuseppe 30 dicembre 2017

    Ne siamo tutti ancora orgogliosi, il futurismo ha rovinato Roma.

  • Luigi Gulinelli 30 dicembre 2017

    Mia nonna rimase vedova con 18, diciotto, figli nel 31, è solo grazie all’ Opera Maternita’ e Infanzia di Mussolini che poté’ addirittura fare studiare e diplomare oltre che far mangiare tutti. Andrebbe detto anche delle misure sociali, stupefacenti per quei tempiCiao,

  • GENNARO TERMINE 30 dicembre 2017

    MI ATTENDEREI CHE VENISSE FATTO UN RAFFRONTO FRA QUANTO REALIZZATO, IN TUTTI I CAMPI, DA MUSSOLINI IN APPENA VENTI ANNI E QUANTO FATTO IN OLTRE UN TRIPLO DI ANNI DAL M****** “REPUBBLICANO, DEMOCRATICO POPOLARE ED ANTIFASCISTA” : MUSSOLINI AVEVA CREATO UN IMPERO, I GLORIOSI ANTIFASCISTI HANNO RIDOTTO L’ITALIA AD UNA CLOACA, IN CUI IMPERVERSA IL VECCHIUME AFRICANO !!!!

  • Giovanni 30 dicembre 2017

    Io invece proporre i un’altra soluzione, e credo che molti saranno d’accordo con me. Invece di abbattere i simboli del ventennio fascista, che tanto fastidio danno ad alcuni, verso sto che questi simboli non li cancellerà nessuno, perché no abbattiamo, anche fisicamente, queste persone a cui queste opere danno tanto ma tanto fastidio? Non sarebbe una buona idea????

  • ADRIANO AGOSTINI 30 dicembre 2017

    Perfettamente d’accordo con Mieli. Guai a chi tocca questi monumenti! Lo Stadio dei Marmi al Foro Italico (sullo stile dei teatri greci e romani, ossia infossato e circondato da statue di travertino, una per ogni provincia italiana, che raffigurano tutti gli sport) è uno stadio UNICO AL MONDO e invidiato da tutte le Nazioni. Tutto il complesso del Foro Italica è una meraviglia architettonica. La marmaglia cafona comunista ha deturpato questi monumenti (come ad esempio la tinteggiatura dei palazzi del complesso del Foro fino a quelli dello stadio della Farnesina) tinteggiandoli di un vergognoso colore polvere rosastro (andare a vedere per credere) non sapendo che il colore originale era il ROSSO POMPEIANO!

  • massimo 30 dicembre 2017

    Abbiamo una enorme fortuna,giudicare il passato “con il senno del poi”…certo nel fascismo si annoverano errori ingiustificabili,ma annullare tutta quella “parte”,grandiosamente propositiva,mi pare manifesta incapacità ,strumentalizzata,lungi dall’essere saggezza (anche in rapporto alla situazione di profonda crisi culturale,ideologica,politica, ma soprattutto civile).. Dovremmo imparare ad uscire dalle nostre coerenze per abitudine,ma questo è un concetto troppo assolutista,in un ambiente democratico,libertario , repubblicano……..(a proposito qualcuno ha da propormi il significato unico,condiviso,preciso di: repubblica italiana???) ..grazie

  • telleschi massimiliano 30 dicembre 2017

    i politici di oggi non sono in grado nemmeno di far costruire seriamente le casette di legno per i terremotati. dopo anni quella gente vive ancora nei container e on quelle poche case che per piro caso sono ancora, non tra poche difficoltà, abitabili quando, LUI, in meno di due mesi ricostrui un paese intero completamente distrutto dal terremoto.

  • 30 dicembre 2017

    sono contento che alcuni Italiani conoscono un po di storia, se si troverà il coraggio politico tanti luoghi comuni spariranno, scoprire il ventennio porterà una sana ventata di nazionalismo e forse ci vorremo più bene tra Italiani, ameremo e rispetteremo di più il nostro paese, tenendo conto di non avere nulla da invidiare agli altri.

  • GIOVANNI TAGLIAFERRI 30 dicembre 2017

    la storia non si cancella. E’ LUI l’uomo dell’anno!

  • andrea 29 dicembre 2017

    Ho seguito con mia madre il documentario e sono rimasto molto affascinato dall’architettura del ventennio . Credo che sia mostruoso il solo immaginare di distruggere tutto questo patrimonio che il periodo fascista ci ha lasciato in eredità,perché fa parte della nostra storia.Credo fermamente che sia profondamente sbagliato il goffo tentativo di nascondere o tappare simboli e scritte, sarebbe come se si volessero sbiancare tutti i simboli dell’ impero Romano o delle antiche religioni che hanno preceduto il cristianesimo. Questa sarebbe follia allo stato puro e ci accomunerebbe agli spietati guerriglieri dell’Isis che si sono resi responsabili di abominevoli distruzioni e che in pochi mesi hanno raso al suolo monumenti e vestigia di antichissime civiltà rimaste in piedi per millenni-