“Quarta gamba” al via tra polemiche e defezioni. Alla guida Fitto e Lupi

La “quarta gamba” c’è, la prima grana pure. A piantarla, Gaetano Quagliariello, animatore di Idea, la sigla parlamentare da lui coniata un paio di anni fa, che ha mollato il progetto nell’imminenza della conferenza stampa di presentazione lasciando con un palmo di naso gli altri cofondatori dell’anima centrista della coalizione berlusconiana: Raffaele Fitto, Flavio Tosi, Enrico Costa, Maurizio Lupi, Enrico Zanetti e Saverio Romano.

È Noi per l’Italia il nome della “quarta gamba”

Sui motivi che hanno indotto Quagliariello a disertare l’appuntamento circolano più voci. La più insistente è quella che lo accredita fuori dalla “quarta gamba”, che da oggi si chiama Noi per l’Italia,  poiché deluso dalla mancata designazione a coordinatore del progetto. Ed in effetti, l’organigramma della nuova formazione vede al vertice il duo Fitto-Lupi, il primo come presidente e il secondo come coordinatore nazionale. In una nota ufficiale, tuttavia, Quagliariello ha precisato che a spingerlo a restare fuori è stata soprattutto la decisione di creare un nuovo partito piuttosto che stipulare un «accordo federativo tra diversi». Il bersaglio è Lupi, cui il fondatore di Idea ha rinfacciato, seppure con toni felpati, l’esperienza «fallimentare del Ncd». Non è possibile, ha sottolineato in proposito, «pensare di superare nel volgere di una notte le differenze che vi sono state negli ultimi due anni sul referendum costituzionale, sulle unioni civili, sulla politica economica dei governi a guida Pd».

Ma Quagliariello e Parisi non aderiscono

Se quella di Quagliariello rappresenta una defezione inattesa, suona come conferma il “gran rifiuto” di Stefano Parisi, leader di Energie per l’Italia. Neanche lui, infatti, considera “potabile” la “quarta gamba”. Anche in questo caso, la decisione di correre da soli (almeno questa è la strada annunciata) deriva dalla volontà di non intrupparsi a fianco di quanti sono stati fino a ieri con Renzi e con il Pd. Il centrodestra, ha infatti spiegato Parisi, «deve presentarsi coeso e fermo nelle proposte di cambiamento, con persone credibili e coerenti».