Il governo ha già pronta la norma utile per sciogliere i gruppi neofascisti

La proposta che consentirebbe di portare alla “sospensione delle attività associative” di gruppi cosiddetti neofascisti sarà portata al prossimo consiglio dei ministri ed è stata elaborata dal ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Ne dà notizia Repubblica osservando che la nuova norma ha lo scopo di superare “le lungaggini del percorso giudiziario-processuale”. Basta il sospetto, dunque, come se fossimo in uno Stato di polizia? Ancora no, ma ci siamo quasi. Come funzionerebbe questa norma repressiva? Scrive ancora Repubblica: “In tutti i casi di reato in cui ‘ricorrano le aggravanti previste dalla legge Mancino’ il Cdm potrebbe valutare ‘l’opportunità di formulare richiesta al procuratore della Repubblica competente di rivolgersi al giudice per un provvedimento cautelare di sospensione delle attività associative del gruppo inquisito’ “. Il tutto prima ancora di un processo.

Da notare che qui si parla di sospensione cautelare promossa non dal potere giudiziario ma direttamente dal governo. Del resto proprio il ministro Andrea Orlando, qualche giorno fa, aveva parlato di un numero troppo esiguo di incriminazioni per reati riconducibili alla propaganda neofascista, mettendo di fatto sotto accusa la “pigrizia” dei magistrati.

In pratica con la nuova legge quando un gruppo politico compie iniziative che rientrano tra le aggravanti previste dalla legge Mancino (un saluto romano, un simbolo o uno slogan riconducibile all’ideologia fascista, o un volantino ritenuto inneggiante alla discriminazione razziale o all’odio religioso) il governo trasmette alla Procura di competenza la segnalazione per attivare il giudice che deve bloccare il gruppo finito nel mirino.

Orlando, intervenuto alla manifestazione di Como con al collo il fazzoletto dell’Anpi, ha parlato delle leggi sullo scioglimento dei partiti fascisti:  “La legge c’è e bisogna vedere perché l’applicazione è stata scarsa. Già oggi possono essere sciolti movimenti contrari ai principi democratici”. La legge, precisa poi, ”prevede che in casi di necessità possano essere assunte misure di carattere amministrativo quindi non serve modificare niente. Sta alla magistratura decidere”.