Pil eurozona, da Draghi previsioni “rosa” (+2,4): «Ma il Qe continuerà»

Mario Draghi non ha alcuna intenzione di rinunciare al Quantitative easingil cosiddetto Qecioè l’acquisto dei titoli del debito sovrano sui mercati secondari al fine di mettere gli Stati al riparo dalle speculazioni sullo spread e dalle tempeste finanziarie. Una misura che si è rivelata utilissima per l’Italia. Se infatti la nostra economia nazionale ha visto allentarsi il morso della crisi è grazie soprattutto  a questo strumento voluto dal presidente della Bce che alle politiche del governo. Che, anzi, si sono persino rilevate inadeguati a sfruttare appieno il potenziale di crescita liberato dal Qe.

Draghi: «Ancora necessario lo stimolo finanziario»

Che Draghi intenda proseguire sulla strada tracciata è una buona notizia. A maggior ragione se si considera che la ripresa economica nell’area dell’euro si espande a un ritmo sostenuto e significativo è il miglioramento delle prospettive di crescita. Anche Il pil cresce più del previsto: l’incremento in termini reali sarà infatti del 2,4 per cento nel 2017, al 2,3 per cento nel 2018, all’1,9 per cento nel 2019 e all’1,7 per cento nel 2020. Ciò nonostante, il presidente dell’Eurotower ha ribadito la necessità di preservare «un ampio grado di stimolo monetario» perché le spinte inflazionistiche di fondo continuino ad accumularsi e sostengano la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo. Significa che l’espansione economica continuerà ad essere sostenuta dalla Bce con tassi di interesse invariati per un lungo periodo di tempo.

In Italia fisco troppo alto

Le previsioni al rialzo della crescita del pil erano già state annunciate da Draghi qualche settimana fa. Oggi trovano conferma nella pubblicazione del Bollettino ufficiale della Bce. Nel dettaglio, spiegano gli esperti di Francoforte, la spesa privata e la crescita dei consumi sono sospinte dalle minori necessità di riduzione della leva finanziaria e dal miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro. I miglioramenti nella redditività delle imprese e le condizioni di finanziamento molto favorevoli continuano a promuovere la ripresa degli investimenti societari. Nel contempo, gli esportatori dell’area dell’euro stanno beneficiando della perdurante espansione economica.