Pausa pranzo ridotta ma bonus extra e premi nel nuovo contratto degli statali

Un bonus extra per chi ha redditi bassi, la pausa pranzo ridotta a 10 minuti, e poi ancora strette sugli assenteisti, premi e indennità. Sono solo alcune delle misure previste nella bozza per il rinnovo del contratto degli statali, arrivato ormai al rush finale. Dopo un blocco ormai decennale, ieri è stata avviata la trattativa tra il governo e i sindacati tramite l’Aran, per trovare un accordo congiunto al rinnovo contrattuale del triennio 2016-2018.

L’obiettivo è tentare di arrivare alla firma entro Natale. Al centro dell’attenzione, per il momento, c’è l’articolo 3, considerato il più delicato, perché tratta delle relazioni sindacali e in particolare delle materie che possono essere delegate alla contrattazione, in particolare turni e orari. Un punto su cui si ravvisano ancora distanze e difficoltà per arrivare a un accordo. Di seguito le misure attualmente sul tavolo:

BONUS EXTRA – Tra le ipotesi contenute nella bozza del contratto delle Funzioni centrali rientra un bonus extra destinato agli statali con redditi bassi. Si tratta, in sostanza, di un incentivo che garantirebbe un ulteriore aumento in busta paga di 20 euro lordi al mese ai dipendenti pubblici che già percepiscono il bonus da 80 euro. La platea cui è rivolta la misura dovrebbe includere coloro che guadagnano fino a 26.600 euro lordi annui, cifra prevista dall’ultima Legge di Bilancio.

REDDITO DELLA FAMIGLIA – Un’altra delle misure sul tavolo prevede iniziative di sostegno al reddito della famiglia (sussidi e rimborsi) per i nuclei con redditi più bassi, supporto all’istruzione e promozione del merito dei figli, come ad esempio acquisto dei libri di testo, rette per l’asilo e l’università e contributi a favore di attività culturali, ricreative e sociali.

ESUBERI – Gli statali in eccedenza, ossia gli esuberi, di un’amministrazione centrale potranno essere impiegati da un’altra amministrazione non solo a livello regionale ma addirittura nazionale. L’amministrazione di appartenenza è tenuta a comunicare, allo scopo di facilitare il passaggio diretto del personale in eccedenza ad altre amministrazioni, anche a tutte la amministrazioni in ambito nazionale in aggiunta a quelle regionali già previste.

PREMI E INDENNITA’ – Oltre la metà della parte variabile del salario accessorio degli statali ossia del fondo risorse decentrate, sarà destinato a premi e indennità. In particolare tali risorse dovrebbero essere finalizzate a premi correlati alla performance organizzativa e a quella individuale oltre che a indennità relative alle condizioni di lavoro: “A obiettive situazioni di disagio, rischio e responsabilità, al lavoro in turno, a particolari o gravose articolazioni dell’orario di lavoro e alla reperibilità”. Inoltre, saranno destinate anche a nuove progressioni economiche, ovvero scatti di stipendio su comprovate competenze professionali.

CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA – Polizze sanitarie integrative al Ssn sono previste per gli statali nell’ambito del welfare aziendale tra le opzioni che le pubbliche amministrazioni potranno scegliere in sede di contrattazione integrativa. Un’attenzione particolare viene prestata a favore dei dipendenti che hanno difficoltà ad accedere ai canali ordinari del credito bancario o che si trovino nella necessità di affrontare spese non differibili.

PAUSA PRANZO DI 10 MINUTI – Tra le proposte del governo sul tavolo vi sarebbe, inoltre, la riduzione del tempo minimo dedicato al pasto, che scenderebbe da 30 minuti a 10 minuti. “Noi daremo battaglia, ora bisogna vedere nel dettaglio, ma se la pausa diminuisce diventa non più una pausa pranzo, ma una semplice pausa – ha detto all’Adnkronos Cristiano Fiorentini dell’Unione Sindacale di Base – potrebbero decidere che non serve più il buono pasto e si riduce l’orario”.

STRETTA SU ASSENTEISMO – La bozza del nuovo contratto prevederebbe anche una stretta sull’assenteismo, imponendo paghe ridotte a tutti i dipendenti nel caso in cui le assenze dal lavoro dovessero superare una certa media.

IL NODO RISORSE – Quanto al nodo risorse e alla parte normativa invece, secondo Ignazio Ganga, segretario confederale della Cisl, la trattativa è a buon punto. Per la Cgil due sono i punti cardinali, la parte economica che prevede un aumento 85 euro medi mensili ”la soluzione più o meno può andare – ha detto Franco Martini, segretario confederale della Cgil -. Inoltre lo spostamento dell’asse dalla legge alla contrattazione che significa, per essere concreto, che la contrattazione dovrà poter esercitarsi su materie che fino a oggi escluse”.