Parà morto, La Russa: «Sia fatta giustizia. No all’odio della sinistra per la Folgore» (video)

Nessuno sconto sulle «eventuali responsabilità disciplinari o penali» nella morte di Emanuele Scieri, il parà trovato senza vita il 16 agosto 1999 all’interno della caserma della Folgore di Pisa. A chiederlo è Fratelli d’Italia che, però, con Ignazio La Russa avverte: la ricerca della verità sul quel drammatico fatto di cronaca non può diventare l’occasione per un attacco premeditato alla Brigata dei paracadutisti e ai militari che ne fanno parte. Per questo motivo FdI ha scelto di astenersi nel voto finale sulla relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Scieri, alla quale il partito ha scelto di non partecipare proprio per il sospetto che si trattasse di una forma di un accanimento ideologico contro la Folgore.

Giustizia per Emanuele Scieri

La morte di Scieri resta un mistero. Il parà fu trovato morto ai piedi della scala esterna della torre su cui venivano fatti asciugare i paracadute. L’inchiesta con l’ipotesi di omicidio fu archiviata, ma i familiari di Scieri non hanno mai smesso di chiedere che venisse fatta chiarezza. Poi la commissione parlamentare, che è stata da subito gravata – per dirla con La Russa – dal «sospetto che avesse come vera motivazione il fatto che si trattasse della caserma di Pisa dei paracadutisti, cioè che fosse figlia di una prevenuta valutazione di larga parte di questo parlamento nei confronti della Folgore, di quella caserma, dei militari che servono con onore la patria e che hanno dato negli anni, nei decenni, dimostrazione di abnegazione, spirito di corpo, attaccamento ai valori nazionali».

La Russa contro «l’odio della sinistra per la Folgore»

Dunque, per La Russa e Fratelli d’Italia, la morte di un giovane militare, per il quale vanno ricercate con forza verità e giustizia, non può essere strumentalizzata fino a diventare l’occasione per un attacco politico al corpo cui quel giovane apparteneva. «Le indagini (la Procura ha aperto una nuova inchiesta, ndr) devono proseguire, i colpevoli – ha detto ancora l’ex ministro della Difesa in Aula – devono pagare, ma fin da subito abbiamo avuto il sospetto che l’inchiesta fosse figlia solo di un odio della sinistra nei confronti della Brigata Folgore. Lo dico senza mezzi termini». Ed è per questo che, di fronte a una relazione finale che, per esortare le indagini, mette sotto accusa la Folgore, FdI ha scelto di astenersi. «Il nostro voto di astensione, il mio intervento sono tesi a dimostrare che c’è chi riconosce come non negativa, ma anzi meravigliosa la storia della Flgore e del paracadutismo italiano», ha concluso La Russa.