Padoan scarica la Boschi. «Mai autorizzato nessuno a occuparsi di Banca Etruria»

Le autorità di vigilanza potevano fare meglio, ma gli strumenti del governo sono stati utili nel settore del credito in difficoltà. E ancora: nessuna autorizzazione a colloqui con il ministro Boschi. Questa la sintesi dell’audizione del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in commissione Banche. «Il mio giudizio – ha detto avviando una settimana cruciale dei lavori della commissione che si concluderanno con l’audizione dell’ex ad di Unicredit, Federico Ghizzoni – è che le autorità di vigilanza hanno dovuto affrontare una fase di transizione e il processo è ancora in corso e che, a fronte della sostanziale capacità e gestione del sistema, non si possono escludere casi in cui ci sono state responsabilità importanti a livello di singoli istituti». Prima la rivendicazione del lavoro di Palazzo Chigi poi qualche velata critica.

Padoan non esclude responsabilità di singoli istituti

«Il volume dei crediti deteriorati ha continuato ad aumentare fino a raggiungere il picco tra il 2015 e il 2016 e, invece, ora si sta osservando un’inversione di tendenza a velocità sostenuta. La strategia per smaltire i non performing loans (i crediti deteriorati, ndr) sta funzionando», ha sottolinearo Padoan. Poi si è soffermato a spiegare le ragioni che hanno portato il governo, attraverso Bankitalia, a mettere in risoluzione le quattro banche a rischio (CariFerrara, Chieti, Etruria e Banca Marche) con uno schema di intervento che escludesse il Fondo interbancario di tutela dei depositi, che non sarebbe stata un’opzione percorribile per Commissione europea e Bce. Quindi ha ripercorso le complicate vicende che hanno implicato Monte dei Paschi di Siena e le banche venete. La decisione di confermare il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, ha detto ancora il ministro, è stata ispirata «essenzialmente alla continuità istituzionale in un contesto in cui seppure in fase di miglioramento dell’economia l’andamento dell’Italia continua a essere importante. Si è voluto dare un segnale ai mercati. Pur riconoscendo che in alcuni singoli casi la vigilanza poteva fare meglio».

«Mai autorizzato incontri con la Boschi»

Sul caso Boschi, tornato sotto i riflettori  dopo che il capo della Consob, Giuseppe Vegas, ha confermato l’esistenza di «uno, forse due” incontri con la ministra sul caso Etruria, Padoan si è chiamato fuori. A una specifica richiesta del senatore Andrea Augello che chiedeva lumi sui colloqui di Maria Elena Boschi e Graziano Delrio sulla vicenda di Banca Etruria, il titolare dell’Economia ha risposto: «Io non ho autorizzato nessuno e nessuno mi ha chiesto un’autorizzazione, la responsabilità del settore bancario è in capo al Ministro delle finanze che d’abitudine ne parla con il presidente del Consiglio». Padoan dice di aver saputo degli incontri della Boschi con i vertici di Consob dalla stampa e di aver incontrato Ghizzoni moltissime volte ms di non aver «mai parlato della situazione di Banca Etruria». Ancora peggio per Augello. «Quanto detto da Padoan pone la Boschi in una condizione di millantato credito, visto che agiva all’insaputa di chi aveva la delega. Questo, oltre che scorretto, era un’attività che rimaneva segreta», ha commentato Augello. Ora il fiato del Pd è sospeso fino al 20 dicembre quando dall’ex amministratore delegato di Unicredit si attendono chiarimenti sulla presunta pressione della ministra Boschi perché l’istituto milanese si facesse carico della situazione difficile di Banca Etruria.