“Non indosso il velo islamico”: il coraggio della campionessa di scacchi

Anna Muzychuk, la giovane detentrice del titolo mondiale di scacchi, non andrà ai Campionati di Riad: “Non ho intenzione di indossare veli o essere scortata”. E rinuncia a un superpremio. Anna Muzychuk è ucraina, ha 27 anni, è una campionessa mondiale di scacchi e ha appena rifiutato di gareggiare in Arabia Saudita: “Per non giocare secondo le regole altrui, non indossare un velo, non essere scortata in giro e non sentirmi una sottospecie umana“. Ha spiegato il suo gran rifiuto con un post su Facebook che sta facendo il giro del mondo, e con la solidarietà di sua sorella Mariya: anche lei scacchista, anche lei resterà a casa.

L’anno scorso un precedente lo creò un’altra campionessa, Nazi Paikidze, nata in Russia e oggi residente negli Usa, che nell’ottobre 2016 rifiutò di partecipare ai Campionati mondiali femminili di scacchi a Teheran, in Iran, a causa dell’obbligo di indossare il hijab anche in gara. In Arabia Saudita il principe ereditario Mohammed bin Salman mostra di voler “alleggerire” il carico di restrizioni in vigore per le donne, dalla libertà prossima futura di poter guidare l’auto a quelle annunciate di poter assistere a eventi sportivi allo stadio o di poter entrare in un cinema. Ma per Anna Muzychuk, e per tutte le persone che la stanno sostenendo in questa sua scelta, non basta.

“Tra pochi giorni perderò i miei due titoli mondiali, uno ad uno. Solo perché ho deciso di non andare in Arabia Saudita, di non giocare con le regole di altri, di non mettermi l’abaya, di non dover andare per strada accompagnata con qualcuno, per, in sintesi, non sentirmi una creatura secondaria”. Le sue parole su Fb. “Sono preparata per lottare per i miei principi e saltare questo mondiale”, si legge ancora nel suo profilo facebook, “in cui avrei potuto guadagnare più che in una dozzina di competizioni messe assieme, tutto ciò è assai molesto, ma la cosa più terribile e che a nessuno interessa tutto ciò”.