No Tap, il governo sceglie la linea dura: arresto per chi viola i cantieri

Proteste No Tap, il governo sceglie la linea dura. L’esecutivo ha presentato un emendamento alla manovra economica per trasformare i cantieri in “siti di interesse strategico nazionale”. Di conseguenza, chi protesterà e varcherà i confini senza autorizzazione rischierà l’arresto. L’emendamento è stato inoltrato alla Commissione Bilancio della Camera: ora toccherà al presidente della Commissione Francesco Boccia prendere la decisione sulla sua ammissibilità o meno.

La decisione del governo ha scatenato la furia del M5S. “Faremo di tutto per bloccare il colpo di mano. È inaccettabile che un’opera inutile, anzi dannosa come il gasdotto Tap venga inclusa tra quelle considerate strategiche”, tuonano i deputati grillini. “No alle procedure speciali e alla militarizzazione dell’area di Melendugno. Una modifica di questo genere, evidentemente ordinamentale, non può entrare nella manovra. Inoltre – concludono i parlamentari M5S- sarebbe l’ennesimo abuso di una politica che scavalca qualunque processo democratico e calpesta le comunità locali in ossequio alle grandi lobby delle fossili”.

Favorevole alla linea dura è invece Stefano Maullu di Forza Italia. “La violenza degli attivisti No Tap deve essere fermata subito, non c’è un momento da perdere: questa gentaglia è nemica dello sviluppo, nemica della crescita del proprio Paese, e nelle ultime ore ha dimostrato anche di essere esattamente pericolosa anche per l’ordine pubblico. Con questi personaggi si dovrà usare il pugno duro, non c’è alternativa. La loro opposizione a un’opera strategica come il Tap non è soltanto pericolosa, ma espone l’Italia a una pessima figura internazionale: il gas dall’Azerbaijan rappresenterebbe una preziosissima occasione per diversificare le nostre forniture, per rendere più efficiente l’intero sistema nei momenti critici. Solo degli stolti non capirebbero il valore di quest’opera, per cui gli attivisti no Tap devono essere fermati subito, senza perdere tempo” .

La scelta del governo segue di qualche giorno l’incidente a un hub energetico in Austria, che ha rivelato la fragilità dell’Italia nell’approvvigionamento del metano. Di qui la necessità di diversificare le rotte energetiche. Il gasdotto Tap appare in tal senso un’opera strategica.