Niger: ecco chi ci sarà nel contingente della missione Deserto rosso

Il nome della missione dovrebbe essere Deserto Rosso, ma non è stato ancora deciso ufficialmente e potrebbe anche cambiare. Di certo si sa che il contingente militare italiano che nelle prossime settimane, dopo il via libera del Parlamento, sarà inviato in Niger si comporrà inizialmente di 470 uomini e avrà a disposizione almeno 130 veicoli, compresi diversi mezzi blindati. La pianificazione dell’operazione è in corso al Coi (Comando Operativo di Vertice Interforze) dello Stato Maggiore della Difesa e le prime aliquote di personale potrebbero giungere nel Paese africano già tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio del prossimo anno.

Le forze italiane in Niger dislocate in tutto il Paese

Oltre a una significativa presenza nella capitale Niamey, i soldati italiani opereranno in aree impervie e particolarmente impegnative sotto il profilo logistico. Possibile anche un insediamento temporaneo a Fort Madama, la storica base della Legione Straniera nel nord del Paese, non lontano dal confine con la Libia. Quasi certo l’utilizzo di elicotteri Nh90, preziosi per missioni di trasporto tattico, voli Sar di ricerca e soccorso, evacuazione medica, lanci di paracadutisti. E non dovrebbero mancare in dotazione al contingente italiano gli elicotteri d’attacco Aw129 Mangusta.

In Niger è stato già inviato un team di esploratori

In Niger sono ancora in corso le ricognizioni di un team di esploratori inviato sul posto nelle scorse settimane per acquisire le necessarie informazioni in termini di sicurezza e sistemazione logistica. Sulla base di quanto sarà riferito dal nucleo di ritorno dal Paese africano, sarà quindi delineata la fisionomia definitiva del contingente, che potrebbe annoverare parà della brigata Folgore, forze speciali, militari del reggimento Savoia Cavalleria e della brigata bersaglieri Garibaldi, a meno che questi ultimi non siano destinati nella prossima primavera all’operazione in corso in Afghanistan.

Una missione in un’area ad alto rischio

Quanto ai compiti affidati ai militari italiani, il contingente dovrà addestrare le forze di sicurezza locali mediante l’organizzazione di corsi di formazione e attività specifiche, sull’esempio di quanto fatto con successo nei mesi scorsi in Iraq. La presenza italiana sarà poi utile per assicurare l’attività di sorveglianza e controllo del territorio in una delle aree cruciali per il contrasto del traffico di uomini, di armi e di droga, la principale rotta di passaggio per centinaia di migliaia di persone che ogni anno raggiungono la Libia per imbarcarsi alla volta delle coste europee. «Sotto il profilo della sicurezza – avverte Gianandrea Gaiani, direttore del portale specializzato Analisidifesa e tra i massimi esperti di geopolitica – si tratta di un’area tutt’altro che tranquilla». Una missione ad alto rischio, ma che le nostre forze sono in grado di affrontare.