«Ma quale saluto romano, è il pugno chiuso ad aver fatto milioni di morti»

Clima da “anni di piombo” nella Milano del 2017. Teatro: la sala consiliare di Palazzo Marino, sede del comune meneghino, dove si discute la cosiddetta “mozione Anpi” seguita alla protesta in consiglio comunale con cui CasaPound, il 29 giugno scorso, chiese le dimissioni del sindaco Giuseppe Sala. Il blitz, come si ricorderà, scatenò un polverone politico, polemiche sulle misure di sicurezza e l’introduzione, un paio di giorni fa, dei metal detector all’ingresso.

Milano: bagarre in consiglio sulla “mozione Anpi”

Ma ne è scaturita anche la mozione presentata dal gruppo di Insieme x Milano che si prefigge l’obiettivo di vietare spazi comunali a chiunque «non garantisca il rispetto dei valori sanciti dalla Costituzione professando e/o praticando comportamenti fascisti, razzisti, discriminatori verso ogni orientamento di identità di genere». Un autentico delirio travestito da “allarme democratico” secondo un copione logoro, ma pur sempre efficace quando si tratta di soccorrere la sinistra in difficoltà. Qualcosa, però, questa volta s’inceppa e trasforma d’incanto gli autoproclamati difensori della legalità repubblicana nei suoi impuniti violatori. Accade quando dai banchi dell’opposizione del centrodestra qualcuno ricorda che «l’unica vera minaccia non è quella di oggi col braccio destro alzato», ma «il pugno chiuso dei comunisti», dietro al quale «ci sono cento milioni di morti».

Il centrodestra: «Il fascismo è un pretesto per colpirci»

Una verità persino banale. Non però per i “rossi” presenti in sala (c’è anche un parlamentare di Sinistra Italiana, Daniele Farina), molti con i fazzoletti dell’Anpi annodato intorno al collo. Sono loro a far scoppiare la bagarre salutando a pugno chiuso e ritmando “fa-sci-sti” all’indirizzo dell’opposizione.  Che per tutta risposta fa partire un coro rivolto al presidente dell’aula: «Sgombera, sgombera». Accorrono i vigili, ma contrariamente a quanto accadde in occasione del blitz di CasaPound, non viene allontanato nessuno del pubblico. L’ordine in tal senso non arriva. Nel corso degli interventi sulla mozione, il centrodestra è unanime nel censurarne il contenuto e le finalità. Tutti fanno notare che avrebbero condiviso il documento se si fosse limitato a negare spazi a «chiunque eserciti e  professi ogni tipo di violenza». Così, invece, è fin troppo scoperta l’intenzione di considerare “fascista” chiunque non di sinistra. È una storia vecchia . Per questo il centrodestra ha depositato una ventina di emendamenti finalizzati ad estendere i divieti a «no global, antisemiti, comunisti, anarchici».