L’ultima gaffe della Rai: «Mussolini come il terrorista rosso Renato Curcio»

“Quando nel 1922 il Re affidò il governo a Mussolini, fu come se il presidente della Repubblica Saragat l’avesse affidato a Renato Curcio, capo delle Brigate Rosse…”. La frase, prounciata da un conduttore di RadioRai, è finita nelle orecchie dello storico di destra Giordano Bruno Guerri, che ovviamente s’è indignato per l’accostamento. Il paragone tra il Duce e Curcio arrivava al termine di un ragionamento sul ritorno in Italia della salma di Vittorio Emanuele di Savoia. Bruno Guerri ha così messo nero su bianco un articolo sul Giornale in cui ha manifestato tutto la sua amarezza per il modo così superficiale di leggere quel periodo storico. “La Rai e il veleno della storia falsata“, è il titolo dell’editoriale in prima pagina in cui Bruno Guerri spiega che anche le polemiche sul ritorno dei Savoia sono aria fritta: « E sensato lasciare che le salme tornino in Italia, non si può peeseguitare i morti, tantomeno quelli sconfitti dalla mancanza di seguito… ”.

Secondo lo storico di destra “il paragone Saragat-Re, Curcio-Mussolini, dimostra quanto sia pericoloso giocare con la storia, pericolosissimo compararla. Tanto più se non la si conosce bene. Curcio era un terrorista clandestino che guidava un pugno di uomini senza seguito. Mussolini era il capo riconosciuto di un movimento che l’anno prima aveva portato alla Camera 35 parlamentari in regolari elezioni, risultando il terzo deputato più votato d’Italia. Con lui – prosegue Bruno Guerri – trattavano uomini di governo liberali disposti a offrirgli ministeri e che poi entrarono insiene al popolari nel suo primo governo. Inoltre le violenze fasciste, per quanto intollerabili, facevano parte di un’epoca in cui anche gli avversari picchiavano duro… Per questo le affermazioni del giornalista di RadioRai avvelenano i pozzi….».