L’opposizione anticomunista venezuelana insignita del Premio Sacharov

I rappresentanti dell’opposizione democratica in Venezuela hanno ricevuto ieri a Strasburgo il Premio Sacharov per la libertà di pensiero. “Il premio è per tutti i venezuelani nel mondo”, ha detto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani alla consegna del premio, sottolineando il peggioramento della situazione dei diritti umani nel Paese e chiedendo “il ritorno a libere elezioni con la partecipazione di tutti affinché il popolo venezuelano possa decidere del proprio futuro”. “Lo scorso weekend il presidente Maduro ha deciso in maniera arbitraria e antidemocratica di proibire ai principali partiti di opposizione di presentarsi alle elezioni presidenziali. Questa situazione non può continuare. Vogliamo che il paese torni alla democrazia, alla libertà e alla dignità”, ha inoltre detto Tajani nel suo discorso. “Si tratta di un riconoscimento per le madri che si privano del cibo per salvare i propri figli, per i bambini che frugano nell’immondizia per placare la fame, per gli anziani che muoiono per l’assenza delle medicine. I giovani che sono costretti a emigrare per disperazione vengono riconosciuti da questo premio, così come gli insegnanti che superano la cecità ideologica e continuano a formare giovani uomini e donne liberi in Venezuela. È per tutti quelli che lottano per i diritti umani in Venezuela, per i giornalisti che rischiano la vita per mostrare una realtà che si vuole far tacere”, ha detto il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana Julio Borges. Borges ha ricordato che ”la fame è diventata un sistema politico in Venezuela: il 75% dei venezuelani ha perso dieci chili nel corso degli ultimi dodici mesi”. Per questo Borges ha chiesto aiuti umanitari per il suo Paese e l’osservazione attenta delle prossime elezioni da parte dell’Ue e del resto del mondo. ”Trasformeremo questo premio in fiori da portare sulle tombe dei venezuelani. Al contrario di coloro che sono illegalmente al potere in Venezuela adesso e che usano le armi per schiacciare la costituzione e le leggi delle repubblica, noi vogliamo la pace. Non cerchiamo vendetta ma giustizia”, ha detto Antonio Ledezma, sindaco di Caracas, prigioniero politico adesso in esilio in Europa. ”Questo premio ci dà più energia per continuare la lottare per i valori e i principi della

democrazia”, ha aggiunto.