L’annuncio di Gasparri: «Abbiamo vinto noi, lo Ius Soli non si farà mai»

«Il Senato prende atto che vince #noiussoli, una legge sbagliata che per fortuna non ci sarà. Nostra giusta vittoria». Così su Twitter il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, decreta il successo politico del centrodestra sulla legge con la quale il centrosinistra intendeva dare la cittadinana a ttti gli immigrati nati in Italia. Un epitaffio sotto la legge scomparsa prematuramente, dopo l’annuncio-beffa, per la sinistra, della presidenza di Palazzo Madama Zanda: “Il ddl sulla cittadinanza è stato calendarizzato dalla conferenza dei capigruppo subito dopo la manovra”. Il che significa, di fatto, che il centrosinistra rinuncia alla legge in questa legislatura, come dimostrano i commenti di Liberi e Uguali, che considera “una presa in giro” la previsione dello Ius Soli, visto lo scioglimento delle Camere che si va profilando. «È gravissimo che la legge sullo ius soli sia stata calendarizzata dopo l’approvazione della legge di bilancio. È l’ennesima ipocrisia. Significa calendarizzare per finta, ben sapendo che così facendo la legge slitterà alla prossima legislatura e probabilmente non se ne parlerà più per anni. La responsabilità principale di questa calendarizzazione sciagurata è del Pd che si è schierato a favore di un’agenda che equivale ad affossare la legge sulla cittadinanza», polemizza la capogruppo di Sinistra italiana al Senato Loredana De Petris.

La resa del Pd è totale, assoluta: «In questo momento non vedo in aula una maggioranza per l’approvazione dello Ius Soli», ha detto il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda, prendendo la parola in aula dopo la conferenza dei capigruppo. Zanda, augurandosi che il “governo voglia apporre la fiducia” su un provvedimento che conta migliaia di emendamenti, ha sottolineato che “sarebbe stato irresponsabile” insistere per inserire da subito il ddl sulla cittadinanza, mettendo a rischio l’approvazione della manovra, con “gravissime conseguenze politiche e sociali” legate all’eventuale esercizio provvisorio.