La “Superluna” è tornata: le prime immagini hanno emozionato il mondo

Una delle immagini che hanno emozionato

Una delle immagini che hanno emozionato

La notte della Superluna

La notte della Superluna

Un'altra suggestiva immagine della Superluna

Un’altra suggestiva immagine della Superluna

Dopo un anno di assenza è arrivata la “Superluna”. Il nostro satellite, infatti, ha raggiunto la fase di Luna Piena in prossimità del proprio perigeo, ovvero la minima distanza dalla Terra pari a 357.495 chilometri, contro una distanza media di poco più di 384.000 chilometri. Dunque la Luna è un po’ più vicina, più luminosa e un po’ più grande del solito. Condizione questa, spiegano gli astrofisici del Virtual Telescope Project, che viene ormai popolarmente indicata come “Superluna”. Il termine in sé, chiariscono, «non ha valenza scientifica: in astronomia si preferisce parlare di Luna Piena al Perigeo, ma senza dubbio l’appellativo di “Superluna” ha un fascino tutto suo».

“Superluna”, ecco che è successo

 Viene considerata “Superluna” sia la Luna Piena che la Luna Nuova, a patto che essa si verifichi in prossimità del perigeo lunare, ossia con il nostro satellite alla minima distanza dalla Terra. La Luna, infatti, descrive attorno al nostro pianeta un’orbita marcatamente ellittica, perciò la sua distanza da noi non è costante, ma varia tra un valore minimo (perigeo) e un valore massimo (apogeo). «Naturalmente – sottolineano gli esperti – la Luna Nuova non è visibile nel cielo, pertanto l’unica “Superluna” osservabile è quella piena, a meno che non si verifichi un’eclissi di Sole in corrispondenza della “Superluna” nuova, come accadde nel marzo del 2016».

 Nel 2017 quattro “Superlune”

Nel 2017 le Superlune sono in tutto quattro, ma l’unica piena e visibile è stata proprio quella di domenica notte che ha chiuso il ciclo di quest’anno. «La prossima “Superluna” è circa il 7% più grande e un po’ più luminosa della media, ma solo un osservatore esperto potrà rendersene conto» afferma Gianluca Masi, astrofisico, responsabile scientifico del Virtual Telescope Project. Infatti, prosegue Masi, «si tratta di variazioni non proprio eclatanti, che tuttavia aggiungono fascino all’evento, preziosa occasione per ammirare il nostro satellite naturale nel contesto del cielo notturno, un paesaggio sempre più trascurato e dimenticato».

Lo spettacolo della Luna Piena, ancor più quello della “Superluna”, è massimo al suo sorgere, ovvero al calar del Sole, o al tramonto del nostro satellite, ossia all’alba (la Luna Piena brilla in cielo dalla parte opposta rispetto alla nostra stella, sicché essa sorge al tramonto del Sole e tramonta all’alba). «Durante il crepuscolo – dice l’astrofisico Gianluca Masi – la luce solare residua consente di ammirare il paesaggio terrestre mentre la Luna piena si alza o cala sull’orizzonte».

«Di notte – prosegue Masi – la sua luce è molto intensa, quasi abbagliante, rispetto a quella molto discreta del panorama». Al suo sorgere, la Luna, aggiunge l’astrofisico, «si proietta dietro palazzi ed elementi del paesaggio, generando la sensazione che il suo disco sia più grande, ma è solo un’illusione ottica, dovuta appunto alla presenza nel campo visivo di termini di paragone, tratti dall’ambiente».