La Raggi sbianchetta il murale di Zicchieri. I morti di destra non meritano rispetto

Sbianchettato lo striscione in omaggio a Mario Zicchieri di via Gattamelata dove “Cremino”, militante appena sedicenne della sezione missina del Prenestino, è stato freddato dalle Br il 29 ottobre di quarantadue anni fa. Ci sono dei limiti invalicabili alla decenza, leggi non scritte che obbligano al rispetto per i morti e per la storia. Ma Virginia Raggi non li conosce, non li riconosce. Cavalcare l’onda del rigurgito antifascista la esalta? Prima la chiusura della sezione storica di Colle Oppio, ieri la visita a Repubblica nel nome della crociata contro il pericolo nazi-fascista. Ma con l’iniziativa al Prenestino il sindaco grillino, il prodotto peggiore della pericolosa inconsistenza del movimento Cinquestelle, si è superata.

La Raggi cancella il murale di Zicchieri

Così nel giorno dell’Immacolata gli addetti all’Ama per il decoro urbano hanno cancellato la scritta “Mario Vive” dalla facciata del palazzo, un tempo sede della sezione del Msi, che da quarant’anni ricorda l’attentato nel quale perse la vita Zicchieri. Un murale storico per la memoria del quartiere che da quarant’anni i ragazzi di destra (i fratelli di Cremino del Fronte della Gioventù) hanno tenuto in vita: pennellessa e vernice hanno sconfitto vento e pioggia. Cancellato, per necessità, in seguito alla ristrutturazione dello stabile qualche tempo fa, è tornato alla luce  in occasione dell’anniversario della morte del militante missino lo scorso 29 ottobre. Ventiquattr’ore fa l’iniziativa del Campidoglio (documentata dalle foto) che ha inviato i suoi solerti “messi” a cancellare la scritta. Giudicata dal sindaco, evidentemente, un’opera offensiva per il decoro di una citta sommersa di immondizia. Un atto indecente, incommentanile. Che non si giustifica nemmeno con la motivazione del decoro visto che il popolare quatiere della Capitale è letteralmente invaso da scritte offensive, volgarità di ogni tipo e minacce alla Polizia.

L’antifascismo dell’ignoranza

E pensare che la stessa Raggi si è fatta promotrice di una campagna per la realizzazione di murales, presuntamente artistici, stuzzicando la fantasia dei Centri sociali. Nelle prossime ore i militanti di destra  si daranno da fare per “recuperare”. Resta l’indecenza del primo cittadino di Roma, una marziana cresciuta a qualunquismo e fotocopie che ignora le ferite della città finendo per alimentare un nuovo clima di contrapposizione frontale (già messo in atto ai piani alti di palazzo Chigi) di cui nessuno sente il bisogno. Se non chi è a corto di argomenti politici, i masaniello di turno confezionati da un ex comico, e l’establisment governativo e i guardiani dello status quo che da un eventuale cambio di timone alla guida dell’Italia hanno tutto da perdere.