La Fondazione An scommette sui giovani: riparte la Scuola di Formazione

Quattro mesi di studio, dieci lezioni, altrettanti seminari, tre aree tematiche, 82 iscritti, selezionati tra 300 candidati, 25 anni di età media. Sono alcuni dei numeri della Scuola di Formazione politica promossa dalla Fondazione Alleanza nazionale, giunta quest’anno alla terza edizione. Un appuntamento che via della Scrofa – come spiegato in apertura di questa edizione 2017/18 dai membri del Cda presenti – vuole continuare a far crescere, sia per assolvere alla propria missione di proiettare nel futuro i valori fondanti della destra, di cui è custode attiva, sia per andare incontro alla richiesta di tanti giovani che credono che la politica, contrariamente a quanto viene detto da molte parti, non si improvvisi.

Oltre 80 allievi da tutta Italia

La platea degli iscritti è la più varia e non è composta solo da ragazzi che vengono da un percorso di militanza attiva o ambiscono a un’elezione nelle istituzioni. Certo, numerosi sono i consiglieri eletti nelle loro realtà locali e non pochi i dirigenti dei partiti della destra, da FdI a Mns fino a Noi con Salvini. Ma c’è anche, fra gli uditori over 35 (il limite d’età per partecipare come allievi veri e propri), il papà che vuole capire meglio le dinamiche dell’amministrazione per poter contribuire a risolvere i problemi riscontrati all’asilo del figlio o l’appassionato che non ha perso un corso da quando la scuola ha aperto i battenti. Tra i giovani ci sono gli universitari che vogliono integrare gli studi teorici in scienze politiche con una loro applicazione più pratica; ci sono i funzionari pubblici che ambiscono a dare una cornice più ampia al loro lavoro; ci sono i rappresentanti di categoria che si relazionano con le istituzioni; i bancari che – tema quanto mai attuale – credono nel loro ruolo anche sociale; ci sono gli eletti, fra i quali anche un vicesindaco, che credono nell’importanza della formazione continua anche in politica. Ragazzi e ragazze, uomini e donne che provengono da tutta Italia, “Isole comprese”, e che sono disposti a raggiungere Roma ogni due settimane per quattro mesi pur di non arrendersi al fatalismo di una politica che punta più sull’immagine che sulla sostanza.

L’impegno della Fondazione Alleanza nazionale

Italo Bocchino, che con Antonio Giordano e Luca Sbardella era alla presentazione della Scuola in rappresentanza del Cda della Fondazione Alleanza nazionale, li ha definiti «giovani qualificati», proprio per sottolineare quanto impegno, dedizione e voglia di approfondire rappresentino oggi una leva fondamentale della buona politica. «Immagino una Fondazione che, dopo dieci anni, ha trasmesso i suoi valori, la sua cultura, le sue competenze a mille giovani qualificati, che in un’epoca di disinteresse per la politica hanno scelto di sacrificarsi per imparare e approfondire», ha detto il direttore editoriale del Secolo d’Italia, parlando della Scuola di formazione come del «fiore all’occhiello della attività della Fondazione». Non a caso i lavori dovevano essere aperti dallo stesso presidente Giuseppe Valentino, il quale ha dovuto rinunciare a partecipare per seri motivi personali. Valentino ha voluto però lo stesso mandare il suo saluto e il suo messaggio agli allievi della Scuola. È stato quindi il segretario generale della Fondazione Alleanza nazionale, Antonio Giordano, a spiegare che a via della Scrofa si lavora per far crescere la Scuola, intensificandone le attività e impegnandosi «sull’apertura di una relazione con qualche struttura universitaria». All’orizzonte, ha anticipato Giordano, c’è dunque la possibilità che la Scuola venga in qualche modo “istituzionalizzata”, diventando un corso che attribuisce crediti formativi o magari un master. Inoltre, «stiamo lavorando su una integrazione per l’area delle nuove tecnologie», ha spiegato ancora Giordano, portando l’esempio concreto del Secolo d’Italia, di cui è amministratore delegato e che, attraverso il web, è diventato «il giornale online più forte del centrodestra».

Tre aree tematiche, tra lezioni e seminari

Dunque, una nuova area tematica potrebbe aggiungersi alle tre in cui la scuola già si articola: area storico-culturale, area economico-amministrativa e area comunicazione. Ciascuna è affidata a un professionista di primo livello nel proprio settore: lo storico Giuseppe Parlato, l’economista Alberto Bagnai, il giornalista Fabio Torriero. Sempre nell’ottica di dotare gli allievi della scuola di una formazione politica quanto più solida e “professionalizzante” possibile. «Da anni siamo ormai riempiti di input contro la professionalità della politica, ci hanno detto che la professione della politica è una cosa pessima, ma è un errore: la professione della politica è una delle più importanti, perché decide di tutti gli ambiti della vita», ha sottolineato Parlato, che nella giornata inaugurale della scuola ha rappresentato il “corpo docente”. Una squadra che sarà affiancata da ulteriori professionalità di spicco dei diversi settori e da politici di primo piano nella scena nazionale. Tutti porteranno il loro contributo ai vari laboratori e seminari che integrano il programma delle lezioni. E se per la comunicazione si attendono i contributi, per esempio, del direttore del Tempo, Gian Marco Chiocci, e l’ex direttore, tra l’altro, del Tg2, Mauro Mazza, per la politica si va da Gianni Alemanno a Maurizio Gasparri, da Ignazio La Russa a Giorgia Meloni, fino ad Altero Matteoli, solo per citare alcuni fra quelli che hanno rinnovato una disponibilità già data nelle scorse edizioni.